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La Meloni non denuncia Report. La scusa? “Se perdono poi i danni li pagano gli italiani”

La battaglia Giorgia Meloni-Report continua e si arricchisce di un nuovo capitolo. Adesso si è arrivati a parlare di denunce. Dopo una prima puntata in cui la trasmissione di Raitre ha parlato dei curiosi followers che ha su Twitter la leader di Fratelli d’Italia, ieri Sigfrido Ranucci ha invitato la Meloni a denunciare in tribunale quello che lei ritiene essere falso in modo da fare chiarezza sulla vicenda. “Io sono Giorgia”, però ha replicato sostetendo un tesi decisamente bizzarra e che ha smascherato tutto il suo imbarazzo di fronte a questa vicenda. E ha instillato il sospetto che se denuncia e Report perde, i danni li paga “mamma RAI coi soldi dei contribuenti”.

Ecco perché: se lei non denuncia, è solo per evitare di stare sul groppone degli italiani. Che generosa! Oppure è più che altro la paura di perdere e dover ammettere le malefatte?

Come spiegato durante il servizio di Report di lunedì 11 novembre, le analisi di Metatron si basano sui dati ufficiali forniti da Twitter attraverso le procedure Application programming interface (più comunemente chiamate API). Il software verrebbe utilizzato da entità governative – e non solo – per la lotta alle Fake News e per la Reputation online. Interpellato da Report, Matteo Flora riporta una sua analisi (pubblicata in un suo articolo su Open) in cui dimostra come i followers attivi di Giorgia Meloni abbiano condiviso nell’ultimo mese per 12 mila volte i contenuti del sito ImolaOggi.it e oltre 10 mila volte quelli di Voxnews, due siti noti per aver diffuso notizie false o manipolate sul tema dell’immigrazione.

Nell’ultima puntata, Rport, usando un ulteriore strumento di analisi, Metraton, ha fatto emergere altri tipi di anomalie: se si guarda chi sta condividendo in un determinato momento i contenuti della leader di FdI, si nota che la maggior parte usano programmi tipici dei Bot: “Qui notiamo il software PTM SCBLC 56 D, è un bot chiarissimo”, dice a un certo punto l’analista Alex Orlowsky.

“Se Meloni continua a pensare che abbiamo detto il falso ci denunci in un tribunale”, scrive in un tweet l’account Report verso la fine del servizio, concludendo così: “Perché un’inchiesta giornalistica deve essere valutata per la verità, non se è ruvida al potere politico”. Ma, come si è detto, la Meloni non ha raccolto la sfida, e già questa può essere letta come una ammissione di sconfitta. Qui un report integrale dei dati analizzati.

 

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