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Meningite, è un tragico boom: “Vaccineremo i bambini nelle scuole”. Presa la decisione

Purtroppo la meningite sta tornando a preoccupare, e molto, l’Italia. “Da metà settimana andremo nelle scuole superiori e vaccineremo i ragazzi: nelle scuole della zona e dove sono presenti i giovani”. È la decisione comunicata dall’assessore regionale lombardo a Welfare, Giulio Gallera, al termine di un vertice straordinario in Prefettura a Bergamo convocato per discutere dei cinque casi di sepsi da meningococco (l’ultimo reso noto questa mattina) che si sono verificati in poche settimane in provincia di Bergamo, sulla sponde del lago d’Iseo. Le scuole, quindi, “non chiuderanno assolutamente”, ha dichiarato l’assessore.

“Abbiamo incontrato i sindaci e abbiamo ascoltato le richieste e le preoccupazioni dei cittadini – ha spiegato l’assessore Gallera dopo il vertice -. Abbiamo dato tutte le risposte e ricordiamo che sia Ats sia Regione Lombardia hanno agito con grande tempestività in questa situazione così anomala. Oggi ho ricevuto la telefonata del ministro della Salute Roberto Speranza che ringrazio vivamente e che ha confermato la disponibilità totale del Governo e del suo ministero a intervenire dove ce ne fosse bisogno”. L’anomalia, come ha spiegato l’assessore, non è dovuta al numero dei casi di meningite, che “ogni anno sono dai 30 ai 40 in Lombardia”, ma il fatto che siano circoscritti nella stessa area geografica.

“Per questo motivo, coloro che correvano un rischio reale perché sono stati esposti a chi era malato, è stato subito profilassato con l’antibiotico”, ha ricordato Gallera, ricordando che “la meningite si trasmette solo con il vapore acqueo, con gli starnuti, stando a stretto contatto con una persona malata”. Per tutte le altre persone, che non sono state particolarmente vicine ai cinque malati, due dei quali hanno perso la vita, le autorità hanno iniziato “un’azione a tappeto di vaccinazioni: per tutti, da zero a 60 anni, abbiamo aperto ambulatori che stanno effettuando da 500 a mille vaccini al giorno”.

“Non ci sono problemi di vaccini e abbiamo deciso di intervenire per la fascia debole, gli studenti. Siamo in stretto collegamento con il ministero della Salute e con l’Istituto Superiore della Sanità, che ci hanno ringraziato per il lavoro che stiamo svolgendo”, ha precisato Gallera. Intanto, anche il resto d’Italia resta vigile e alza il livello di guardia. La raccomandazione, dunque, è sempre quella di vaccinare, vaccinare, vaccinare!

 

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