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Napoli, rinchiude i dipendenti irregolari nel caveau per sfuggire ai controlli

Segregati in un caveau per sei ore, senza aria né un bagno. Imprigionati dal titolare dell’azienda per la quale lavorano che, per sfuggire ai controlli, li aveva nascosti, visto che li pagava regolarmente in nero e non voleva avere guai. Il caso assurdo di 43 operai italiani rinchiusi ha fatto il giro dei social: una vergogna tutta italiana andata in scena a Moreno di Melito, a pochi chilometri da Napoli, dove i militari del Nucleo antisofisticazione era arrivati per delle verifiche su una mensa poi risultata inesistente. Vedendo gli agenti, i responsabili hanno spinto in tutta fretta la maggior parte dei dipendenti irregolari dietro una porta blindata.

I carabinieri hanno trovato al lavoro solo 35 operai, quattordici dei quali in nero. Quelli che non avevano fatto in tempo a nascondersi. E però, come racconta il Corriere della Sera, si sono insospettiti notando il gran numero di merci all’interno dell’azienda a fronte del personale ridotto: “per 6 ore controlli e perquisizioni sono andati avanti fino a quando, dietro una pesante porta blindata, sono stati ritrovati i 43 ‘clandestini’, fra cui una donna incinta visibilmente provata dalle ore di segregazione e due minori”. 
Alla fine è emerso che il numero totale di impiegati era in realtà di 78 dipendenti, di cui solo ventuno assunti regolarmente. Gli altri 57 lavoravano senza contratto per 9 ore al giorno per una paga quotidiana di 20 euro. Nessuno percepiva più di 500 euro al mese. Il titolare della struttura è finito in manette ed è ora ai domiciliari: dovrà rispondere della accuse di sfruttamento del lavoro, sequestro di persona e intermediazione illecita.“Ho sbagliato” ha detto, scrive il Corriere, ai militari. Le indagini proseguiranno per accertare anche tutti gli illeciti relativi al fraudolento percepimento del reddito di cittadinanza da parte di alcuni dipendenti trovati nel caveau e portare alla luce altri fenomeni di caporalato. Nelle ore precedenti la Finanza aveva trovato ad Aversa, in un calzaturificio, 4 lavoratori in nero ed evidenziato la totale assenza di allacci alla rete elettrica: la corrente veniva rubata con un magnete e i rifiuti smaltiti illegalmente. 

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