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Nasa news: dal robot “mutaforma” al “Biobot”, le tecnologie più innovative e il futuro delle missioni spaziali

Grandi novità in tema di esplorazioni spaziali. Dopo l’annuncio del lancio di X Plane, l’aereo supersonico che promette di ridurre drasticamente il caratteristico boom sonico prodotto dal velivolo, la Nasa ha anche svelato i progetti altamente innovativi che verranno finanziati al fine di ottenere nuove e interessanti tecnologie per le future missioni nello Spazio. Dal robot “mutaforma” al Biobot, sono molti i progetti al limite della fantascienza che potranno diventare realtà in un futuro non troppo lontano (almeno si spera). In vista di una prossima esplorazione di Marte, però, anche l’ESA e l’agenzia spaziale russa sono al lavoro per l’implementazione di nuove tecnologie da implementare in ExoMars 2020.

Nasa: dal Biobot al robot “mutaforma”, progetti innovativi ai limiti della fantascienza

Se qualcuno, solo un decennio fa, vi avesse parlato di Biobot o robot “mutaforma” sareste di certo scoppiati a ridere. Qualcuno, a dire il vero, potrebbe farlo anche adesso se non fosse che a rendere note queste tecnologie altamente innovative è l’agenzia spaziale americana, meglio conosciuta come Nasa. L’ente, infatti, ha lanciato il NIAC, il programma “Nasa Innovative Advanced Concepts” al fine di promuovere idee visionarie che potrebbero trasformare le future missioni spaziali grazie a scoperte rivoluzionarie – concetti aerospaziali radicalmente migliori o completamente nuovi – ma anche di coinvolgere, nel contempo, gli innovatori e gli imprenditori innovativi americani come partner nel viaggio. Il programma si divide in due fasi, la prima delle quali supporta per almeno nove mesi e con un contributo di circa 125mila dollari i 25 progetti selezionati quest’anno. Come anticipato, le idee proposte sono ai confini della fantascienza.

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Il Biobot – Credits: D. Akin

Tra le più insolite:
– Il Robot “mutaforma” pensato per traguardare l’atmosfera di Titano, la più grande luna di Saturno, e gettarsi poi nei suoi mari;
– Un Biobot ovvero, a differenza di quanto uno possa pensare, un sistema capace di liberare gli astronauti dal peso dello zaino del sistema PLSS per il supporto delle funzioni vitali.
Nove dei progetti selezionati, però, sono già alla fase due ovvero quella in cui i finanziamenti raggiungono all’incirca i 500mila dollari; tra questi troviamo anche un veicolo “cavalletta” pensato per Tritone ma anche un telescopio spaziale gigante.
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Le potenzialità del telescopio spaziale gigante – Credits: D. Crowe

I progetti più promettenti impiegheranno circa un decennio per essere messi realmente “in opera” e, solo allora, si scoprirà se saranno veramente utili a rendere l’uomo capace di esplorare in modo più agevole lo Spazio. “Il programma NIAC offre alla Nasa l’opportunità di esplorare idee visionarie che potrebbero trasformare le future missioni dando vita a soluzioni migliorative o a sistemi completamente nuovi e coinvolgendo gli innovatori e gli imprenditori americani come partner nel percorso” ha spiegato infatti Jim Reuter, Amministratore delegato dello Space Technology Mission Directorate della NASA.

Nasa ma non solo: l’Esa e Roscomos guardano a Marte

Mentre la Nasa è al lavoro per scovare progetti sempre più innovativi per spingere l’uomo ai confini dell’Universo, l’Esa e Roscomos sembrano quasi pronti a ultimare i preparativi per Exomars 2020 ovvero la missione che prevede il lancio di un rover sul Pianeta Rosso alla ricerca di forme di vita. È proprio in quest’ottica che è stato annunciato oggi il via libera, da parte della Regione Campania, al finanziamento di 4 milioni di euro per lo strumento MicroMED, che sarà imbarcato sulla missione ExoMars 2020. Micromed farà parte del payload Dust, che servirà a studiare le polveri di Marte e i campi elettrici associati. Si tratta di uno strumento importante per l’analisi della formazione delle tempeste di sabbia marziane, e quindi utile nella pianificazione delle missioni robotiche e umane a venire. “È importante che MicroMED sia a bordo di ExoMars 2020, sia dal punto di vista del sistema spaziale italiano che di quello della Campania” – ha affermato Roberto Battiston, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). “Il nostro Paese – ha infine ricordato – ha il ruolo di prime scientifico, tecnologico e industriale in questa grande missione. E’ importante il contributo della Regione Campania che conferma la sua vocazione nel settore aerospaziale”.