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“No a veglioni e vacanze sulla neve, non ripetiamo Ferragosto”. Conte e il nuovo Dpcm

Una delle principali preoccupazioni per gli italiani, in questo momento, sembra essere il “come passeremo il Natale”? Ed è per questo che il governo sta lavorando a un nuovo Dpcm, per evitare l’effetto-estate e un aumento dei contagi ma al tempo stesso trasmettere serenità alle famiglie e anche all’economia. Al momento, da quanto si apprende, Conte ha deciso per lo stop al veglione e alle vacanze sulla neve: per evitare una terza ondata a gennaio, il governo si appresta a varare regole stringenti per il periodo natalizio e pre-natalizio, attraverso il nuovo Dpcm previsto dopo il 3 dicembre. L’esecutivo punta ad un Natale in famiglia (senza cenoni né feste) e non è esclusa la possibilità di una nuova stretta, se sarà necessario, a ridosso del 25 dicembre.

“Sarà un Natale diverso, molto più sobrio, dovremo ridurre i contatti, evitare gli spostamenti non essenziali”, ha dichiarato ieri sera il ministro della Salute Roberto Speranza, ospite a Che tempo che fa su Rai3. Con i criteri vigenti, “gli spostamenti possono avvenire solo tra regioni che sono in fascia gialla“, ha chiarito Speranza. “Dovremo valutare i dati dei prossimi giorni e prendere decisioni ponderate”, ha aggiunto. Ma si stanno valutando deroghe per consentire ai congiunti che vivono in luoghi diversi di poter trascorrere le festività insieme. Possibile tuttavia la limitazione degli spostamenti che non siano giustificati da motivi di ricongiungimento familiare, in modo da impedire i viaggi.

Come hanno già sottolineato diversi esponenti del governo, sarà un Natale con festeggiamenti ristretti, limitati ai parenti di I grado. Saranno limitate le occasioni di “socialità allargata” come lunghe tavolate e tombolate, festeggiamenti e veglioni. Inoltre, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il governo sta lavorando a un’iniziativa europea per prevenire le vacanze sulla neve. L’obiettivo del governo è favorire i consumi, ma nel rispetto dei protocolli. Per quanto riguarda il commercio, le riaperture avverranno per gradi, con il mantenimento delle limitazioni fino a metà dicembre, quando sarà allentata la presa. L’ipotesi è di consentire l’apertura fino alle 22 (spostando il coprifuoco alle 23) per favorire una maggiore distribuzione della clientela ed evitare assembramenti e code fuori ai negozi. Si sta valutando anche la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana e nei giorni festivi.

Salvo ripensamenti, bar e ristoranti dovrebbero restare chiusi dopo le 18 anche a dicembre, proprio per evitare festeggiamenti e veglioni. Resta in ogni caso in vigore la regola sul massimo di 4 convitati a tavola. Sempre consentita la vendita per cibo e bevande da asporto e la consegna a domicilio. Il coprifuoco non sarà cancellato, ma potrebbe essere spostato alle 23 nel periodo pre-natalizio e a dopo la mezzanotte per il 24 dicembre, per consentire di festeggiare tra pochi familiari e di andare in chiesa per la messa di Natale. Ancora incerta la decisione sull’ora del divieto di uscire dalla propria abitazione la sera del 31 dicembre.

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