Lavoro

Il governo sceglie i taxi: ecco come ammazzano Ncc e Uber in favore della lobby

Il governo sbatte la porta in faccia a Ncc e Uber: accogliendo in toto le richieste dei tassisti, la maggioranza ha deciso di rendere semplicemente impossibile la vita dei noleggiatori. Dopo settimane di chiacchiere (la capacità migliore messa in campo fin qui dall’esecutivo gialloverde) – con il solo l’obiettivo di placare le proteste dei noleggiatori -, la maggioranza ha deciso di portare in aula per la conversione il testo approvato alla fine dello scorso anno nel decreto semplificazione. Tradotto: il lavoro della Commissione è stato semplicemente inutile.

A nulla sono valsi gli scioperi, le proteste e la paralisi del traffico intorno a Palazzo Madama. Le auto a noleggio con conducente potranno operare in ambito provinciale, senza dover tornare sempre in rimessa, a patto di poter indicare – prima di uscire dal garage – “più prenotazioni oltre la prima”.

In caso contrario non potranno circolare. Una vittoria su tutta la linea per i tassisti che – forti di un sistema fondato sull’illegittima compravendita delle licenze e sugli studi di settore grazie ai quali non sono mai chiamati a dichiarare il reddito reale – hanno messo fuori gioco i loro unici concorrenti. A meno di colpi di scena dell’ultimo momento, quindi, il testo sarà convertito in legge entro il prossimo 12 febbraio.

Uber, per il momento, mantiene un basso profilo perché l’obiettivo del gruppo è quello di trasformarsi progressivamente in una piattaforma aperta di trasporti, ma è evidente che il servizio fondato su prenotazioni istantanee sarà messo definitivamente fuorilegge. Non sarà così per gli Ncc, per i quali, tuttavia, sarà quasi impossibile lavorare regolarmente.

“La norma non sembra tenere in considerazione il modo in cui lavoriamo” spiega Graziano Forte, noleggiatore della provincia di Frosinone che aggiunge: “La mattina, spesso, abbiamo diverse prenotazioni, ma nel corso della giornata le cose cambiano. C’è un aereo in ritardo, un cliente con una riunione che cambia di sede e così per garantire il servizio è usanza tra i colleghi scambiarsi i passeggeri. Con questa norma sarà impossibile e un aereo in ritardo ci costringere a non effettuare le corse successive regalando il cliente ai tassisti”. D’altra parte Lega e 5 Stelle sono sempre stati dalla parte dei taxi.Anche quando in campagna elettorale promettevano di mettere mano al settore in chiave innovativa.

“Perché non possiamo prendere una chiamata mentre torniamo verso la rimessa, quando i taxi accettano prenotazioni nonostante siano vietate dalla legge e nessuno interviene?” dice un autista di Uber. La norma del governo, peraltro, ignora totalmente la decisione dell’Antitrust che lo scorso 9 luglio ha accertato come le clausole di esclusiva previste dai principali operatori di radiotaxi a Roma e Milano per i tassisti aderenti costituiscano reti di intese verticali restrittive della concorrenza, in violazione dell’articolo 101 del TFUE.

 

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