Neymar – PSG, quando l’impossibile diventa possibile: il business del secolo

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Si chiama Neymar da Silva Santos Júnior, di professione fa il calciatore e guadagnerà 58 € al minuto, almeno fino al 2022.

Ai confini dell’assurdo, l’affare Neymar abbandona il mondo del calcio per approdare in un pianeta lontano, dove i soldi hanno la forma ed il sapore delle noccioline.

222 milioni di euro è l’altisonante prezzo della clausola rescissoria, denaro che scorrerà come un fiume durante la piena, dentro alle casse del Barcellona, trascinando con sé i detriti di un calciomercato destinato ad implodere.

O’Ney, come il calciatore, ereticamente, viene chiamato in Brasile, riadattando il nome di un Dio del calcio che, in questo contesto, preferiremmo non scomodare, diventerà il Re Sole.  Stabilitosi a Parigi, non alloggerà nella reggia di Versailles soltanto perché gli sceicchi non hanno ancora avuto il lasciapassare per riversare l’oro nero sulle meraviglie storiche di proprietà dell’umanità.

A pensarci bene sembra fantacalcio, quel momento ludico senza eguali in cui migliaia di ragazzi si spargono, a gruppi di 10, nei bar o nei garage, e, fogli, penne e gazzetta alla mano, sparano cifre impossibili, per costruire squadre immaginarie, riempiendosi gli occhi e la bocca di aspettative, abbuffandosi di calcio, che in quei frangenti si ricorda di essere il gioco più bello a cui l’uomo abbia mai preso parte.

Lo stesso gioco che si scioglie, liquefacendosi come un ghiacciolo sotto il sole d’agosto,  di fronte a numeri che escono dal rettangolo verde e diventano algoritmi della parola ‘business’.

30 milioni di euro all’anno, è la cifra che un ragazzetto brasiliano dalle caviglie fragili, si vedrà depositare sul conto corrente, ogni 365 giorni, gli stessi soldi che finiscono nelle tasche di 1500 semplici lavoratori, in un anno di fatiche. Senza cadere in qualunquisti buonismi, probabilmente è una nozione che non ha un senso logico, è lo striscione con cui l’uomo comunica a se stesso di avere esagerato.

Neymar passa al Paris Saint Germain: una delle stelle di un glorioso plotone che ha scritto la storia del calcio, diventa il solista di un’accozzaglia di campioni disposti più o meno a caso, in uno stadio d’oro massiccio e plastica, da un signore arabo senza il senso della misura.

‘Mes que un club’, è lo slogan dei tifosi del Barcellona, che sentono di appartenere a qualcosa di più che una semplice squadra di calcio, fanno parte di una sorta di etnia culturale, hanno il sangue nelle vene e la vittoria che scorre nelle arterie, e se sei destinato ad essere il futuro leader indiscusso del tempio del calcio, perché mai dovresti puntare i piedi, fare le valigie ed andartene?

In questo caso è la risposta che sorge spontanea, e basta una parola per esprimerla: denaro.

Come scrisse il grande filosofo Friedrich Wilhelm Nietzsche, “di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore”, proviamo a fare chiarezza sui costi dell’operazione e facciamo alcune ipotesi sul valore dell’affare.

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Neymar passa al PSG trasferimento recordIl trasferimento più oneroso della storia

I contorni dell’affaire Neymar sono tutt’altro che limpidi, la dietrologia su quest’operazione ricalca i gialli d’autore, con trame losche ed epiloghi contorti.

Per aggirare le famose norme del ‘fair play finanziario’, che abbiamo scoperto essere una delle espressioni meno serie del linguaggio umano dalle incisioni nelle caverne ad oggi, la clausola rescissoria di Neymar non verrà pagata dal club parigino, bensì dal calciatore stesso.

Ossia è Neymar che acquista le sue personali prestazioni regalandole ai tifosi della squadra di Parigi. Ovviamente ci sarà un bonifico in un’unica rata da parte dello sceicco proprietario del PSG, direttamente sul conto del padre di Neymar, che, a sua volta pagherà la cifra dovuta al Barça. Lo farà, ma non prima di essersi intascato ciò che gli spetta, infatti, il signor babbo di Neymar Jr, riceverà 40 milioni netti dagli acquirenti del figlio, e 26 (stiamo ancora parlando di milioni!) dal club Catalano. Quando si dice che ‘i figli so piezz’ e core’! Ai genitori che si lamentano perché una creatura, durante tutta la vita, costa quanto una Ferrari, portiamo l’esempio di questo signore, a cui, il figlio, in un solo giorno, ha fatto guadagnare 66 milioni di euro.

Fatta la legge, trovato l’inganno’, recita un vecchio proverbio, ecco che, con questa scorciatoia nel bosco, il presidente del PSG raggiunge la meta e truffa la Uefa, il fair play finanziario si riduce a barzelletta da barbieri per i potenti, restando bomba ad orologeria per i più poveri.

Nel complesso si tratta di un giro di denaro di circa 300 milioni di euro, con Neymar che andrà a sigillare un contratto di 5 anni a 30 milioni netti, che fanno esattamente 2,5 milioni al mese, che sono 83k euro al giorno, 3472 euro all’ora 58 euro al minuto. Questo significa che ad ogni respiro il folletto brasiliano s’intasca un foglio da 50. Follie.

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Perché Neymar passa al PSG

Ed arriviamo al focus della vicenda, al cuore caldo del tortino al cioccolato, che cosa c’è dietro a questo acquisto grottesco? La voglia di regalare un campione ai tifosi? La bramosia di diventare un club vincente anche in Europa sollevando la coppa dalle grandi orecchie? Il divertimento di vedere uno dei più grandi giocolieri esibirsi al Parco Dei Principi? Oppure

Il presidente del Paris Saint Germain si chiama Nasser Al-Khelaïfi, è un imprenditore, ex tennista, ma soprattutto è un politico quatariota, che tradotto nella lingua di noi semplici comuni mortali significa che è uno sceicco del Qatar.

Il grande pubblico sa bene che nel 2022, il Qatar sarà il teatro bollente dei primi mondiali di calcio nei paesi arabi, l’erba crescerà nel deserto, masse di lavoratori a cottimo costruiranno infrastrutture nel nulla cosmico, ricalcando gli scenari della costruzione delle piramidi nell’Antico Egitto.

Con delle manovre eufemisticamente losche, l’ex indagatissimo presidente della Fifa Josep Blatter, riuscì a legalizzare le mazzette plurimilionarie dei petrolieri, assegnando il Campionato del mondo di calcio ad uno dei paesi più piccoli e roventi del pianeta. Nonostante le critiche di circa 7,4 miliardi di persone ed il 100% dei voti sfavorevoli in sede di decisione, il piccolo ex dittatore del pallone, è riuscito a vedere realizzato il suo sogno di arricchirsi a dismisura con denaro di sottobanco. L’epilogo è che il Qatar avrà il suo mondiale e deve, necessariamente, avere il suo testimonial.

Ora, dato che il numero 10 della nazionale qatariota è un certo Khalfan Ibrahim, attaccante dell Al-Sadd, non proprio un idolo delle folle con eco internazionale, si è pensato di dare alla manifestazione il volto di uno dei talenti più puri di questo sport, nonché il capitano della seleçao, compagine più titolata di sempre.

Ecco che Nasser Al-Khelaïfi ha studiato la geniale mossa di incollare la figurina di Neymar, sul suo album personale, quello del PSG, sfruttando i diritti d’immagine del brasiliano come lasciapassare per i consensi del mondo intero.

Così si spiega un giro d’affari che smuove più soldi di un cantiere navale militare, per non perdere il contatto con l’attualità più stretta, e si delineano i confini di un trasferimento ‘5 stelle lusso’.

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Le conseguenze dell’affare

E ora che cosa succederà? Ecco lo scenario a grandi linee: il Paris Saint Germain si rafforza, Neymar si arricchisce, suo padre può comprare l’immobile della Casa Bianca, ma soprattutto il Barcellona si ritrova con un posto vacante nel tridente offensivo ed un piccolo tesoretto di 222 milioni di euro da spendere.

Traduzione: tutte le società di calcio del mondo dalle associazioni amatoriali ai campioni d’Europa del Real, tremano.

I nomi dei papabili sostituti sono, naturalmente, quelli dei più forti e promettenti attaccanti, dal baby talento del Monaco Mbappé, promesso sposo del Real Madrid, a Griezmann, punta di diamante dell’Atletico del ‘choloSimeone, passando per Dembélé, astro nascente del calcio tedesco di proprietà del Borussia Dortmund, fino ad arrivare all’eletto, quel Paulo Dybala tesoro inestimabile nel forziere della Juventus.

Come un enorme mangiafuoco, l’ombra di un gigante con la maglia blaugrana oscura il calcio minacciando di manovrare un mercato d’agosto destinato a sconvolgere i piani di molte squadre.

Dobbiamo prepararci ad un effetto domino micidiale, con le tessere con l’immagine dei campioni che cadono una ad una, per essere ricollocate in un tetris di dimensioni epocali, in cui molti pezzi, rischiano di non incastrarsi.

E mentre Messi dedica a Neymar un commovente video d’addio, noi ci divertiamo ad osservare, con sguardo attonito, piogge di denaro che cadono in una lunga estate caldissima.

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Gianluca Parodi
Classe 1986, una laurea in lettere e filosofia barattata con un giuramento di fede all'innovazione ed alla tecnologia. Appassionato di parole, analizza, esamina, interpreta il business, in tutte le sue forme. Ama l'arte e la musica e, molto spesso, si ammala gravemente di sport.