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Novità nella manovra: arriva anche la mini-tassa per filtri e cartine

C’è anche un micro-balzello inedito tra le misure della Legge di Bilancio inserite nella bozza i cui dettagli stanno emergendo in queste ore. Introdotta una nuova imposta su quelli che vengono definiti “prodotti accessori ai consumi di tabacchi”: saranno colpite “le cartine, le cartine arrotolate senza tabacco e i filtri funzionali ad arrotolare le sigarette, assoggettati a imposta di consumo in misura pari a 0,005 euro il pezzo contenuto in ciascuna confezione destinata alla vendita al pubblico”.

La nuova imposta sul consumo “è dovuta dal produttore o fornitore nazionale o dal rappresentante fiscale del produttore o fornitore estero all’atto della cessione dei prodotti alle rivendite”, ovvero i tabaccai. La norma impone inoltre che tali prodotti siano venduti solo nei rivenditori autorizzati, escludendo la vendita online. “È vietata la vendita a distanza, anche transfrontaliera, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato” si legge nel testo.
“L’Agenzia delle dogane e dei monopoli, fermi i poteri dell’autorità e della polizia giudiziaria ove il fatto costituisca reato, comunica ai fornitori di connettività alla rete Internet ovvero ai gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione o agli operatori che in relazione ad esse forniscono servizi telematici o di telecomunicazione, i siti web ai quali inibire l’accesso, attraverso le predette reti, offerenti prodotti di cui al comma 1”.
In arrivo anche novità sul fronte editoria: alle scuole pubbliche che acquistano abbonamenti a quotidiani e periodici, è attribuito un contributo fino all’80% della spesa sostenuta. Inoltre, in previsione di una riforma organica del settore, tutti i termini relativi alla riduzione dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici sono differiti di 12 mesi.

Confermata, infine, la stretta sulle detrazioni per i redditi più alti: gli sgravi per i redditi oltre i 120 mila euro vengono ridotti progressivamente. La “rimodulazione degli oneri detraibili in base al reddito” tocca anche le spese per la salute, ma “sono in corso valutazioni per escludere le spese sanitarie relative a patologie gravi”. Il governo aveva annunciato che le spese sanitarie sarebbero state esenti, come quelle per i mutui prima casa.

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