Giustizia

Ragazzo bendato, l’avvocato: “Valutiamo riesame”. E ora potrebbe tornare in Usa

Il caso dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega si arricchisce di un altro fatto che ora tira in ballo direttamente il ministro dell’Interno Salvini e l’Arma dei Carabinieri. È infatti assai probabile che uno dei due imputati ora venga scarcerato e che faccia ritorno negli Usa, anche a causa del modo in cui è stata gestita dall’Italia l’intera vicenda. A partire dal caso della foto della benda (con mani legate dietro la schiena) e tutto il carrozzone mediatico che ne è scaturito con il ministro dell’Interno in testa a giustificare quel folle comportamento.

E ora? Ora arrivano le dichiarazioni dell’avvocato Fabio Alonzi, uno dei difensori di Christian Gabriel Natale Hjorth, il ragazzo californiano accusato del concorso in omicidio del vicebrigadiere. “Stiamo valutando se fare istanza al tribunale del Riesame”.

“Il nostro assistito è molto provato, suo papà è venuto ieri in carcere e tornerà nei prossimi giorni”, ha aggiunto, lasciando il carcere di Regina Coeli dove ha avuto un colloquio con il suo assistito. Intanto in una in un’intervista all’inviato dell’Abc Dan Noyes, Craig Peters, legale della famiglia di Finnegan Lee Elder, attacca: “Non so cosa è successo. Sono convinto che a questo punto ci siano delle buone probabilità che nemmeno la polizia sappia cosa è successo”. Insomma, dubbi sui metodi approssimativi utilizzati per svolgere l’indagine stessa e avallati da un ministro apparso altrettanto approssimativo.

Così l’avvocato Craig Peters, legale della famiglia Elder, che si trova a Roma per seguire la vicenda dei due giovani statunitensi coinvolti nella morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Intanto stamattina si è tenuto un vertice tra inquirenti in Procura per fare il punto sulle indagini relative all’omicidio del vicebrigadiere.

All’incontro a piazzale Clodio oltre ai magistrati titolari dell’inchiesta, il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e il pm Maria Sabina Calabretta, erano presenti il comandante provinciale dei carabinieri Francesco Gargaro e il comandante del Nucleo investigativo Lorenzo D’Aloia.

Natale Hjorth ha inoltre dichiarato nel corso degli interrogatori che non sapeva che il suo amico Finnegan Lee Elder, aveva un coltello: una lama da 18 centimetri con cui sarebbero state inferte 11 coltellate a Cerciello Rega. Anche su questo Alonzi di fronte ai cronisti non si sbilancia, ma conferma “quanto emerso ufficialmente”.

 

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