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Per l’Inghilterra le misure italiane non sono “basate su prove scientifiche”

Il premier britannico Boris Johnson non crede che le misure adottate dall’Italia in questi giorni difficili per combattere la diffusione del coronavirus sul territorio nazionale siano veramente efficaci, sostenendo che siano piuttosto dettate dalla paura per i numeri del contagio: “I politici e i governi nel mondo sono molto sotto pressione perché si chiede loro di agire, così a volte fanno cose che non sono necessariamente dettate dalla scienza”.

Parole che il capo del governo inglese ha pronunciato in risposta a chi gli chiedeva se non fosse il caso di adottare la linea scelta dal governo Conte, di ‘chiudere’ l’intera Italia. Johnson, che ha risposto live ad alcune domande in collegamento telefonico, sul Guardin, ha spiegato di non ritenere tali provvedimenti utili a combattere davvero il contagio.
Resta dunque improbabile che il Regno Unito segua l’esempio dell’Italia visto che, secondo il ‘numero due’ delle autorità sanitarie locali, non ci sono prove scientifiche del fatto che vietare eventi pubblici possa frenare il ritmo dei contagi. “In generale, questo genere di eventi e grandi raduni non sono considerati cose che hanno grandi conseguenze, per cui non vogliamo mandare a soqquadro la vita delle persone”. Parole che hanno già scatenato polemiche e che hanno diviso la comunità scientifica britannica. Se alcuni esperti predicano la calma, sposando la tesi del premier, non mancano tante voci fuori dal coro di chi ricorda come anche l’Italia aveva inizialmente adottato una linea morbida salvo poi dover correre ai ripari.

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