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Coronavirus, il governatore del Piemonte: “Ci sono le condizioni per tornare alla normalità”

Mentre in Lombardia il suo “collega” diffonde video allarmanti indossando la mascherina (sbagliata, per giunta) e si mette in auto-isolamento, in Piemonte il governatore Alberto Cirio dice basta e annuncia che “ci sono le condizioni per un graduale ritorno alla normalità”. Il messaggio al governo arriva anche alla luce del calo del numero di contagiati in tutta la regione che, dopo l’esito negativo dei test di verifica sulla coppia di Cumiana, si è ridotto a uno. “L’ottima notizia del risultato negativo pervenuto sui due casi di Cumiana – è scritto in una nota della Regione Piemonte ripresa da Repubblica – è stato accolto con grande favore dal presidente della Regione che, alla luce dell’esistenza al momento in Piemonte di un solo caso di contagio collegato al ceppo lombardo, ritiene ci siano finalmente le condizioni per chiedere al governo un graduale ritorno alla normalità”.

“Le misure attualmente in vigore – prosegue la nota – per l’ordinanza adottata il 23 febbraio dalla Regione Piemonte, erano già meno restrittive rispetto a quelle previste da altre Regioni come la Lombardia, proprio alla luce della situazione piemontese decisamente più contenuta e circoscritta. L’ordinanza attuale scadrà sabato 29 febbraio e, visto il nuovo quadro sanitario, al fine di confrontarsi sull’opportunità di sospendere o rimodulare le misure per il contenimento del coronavirus in Piemonte, il Presidente della Regione ha convocato domani alle 18 nella sede della presidenza in piazza Castello i presidenti delle Province, i sindaci dei Comuni capoluogo e tutti i prefetti del territorio”.

Il Piemonte, inoltre, chiederà lo stato di crisi per le aziende penalizzate dall’effetto coronavirus. Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, che domani incontrerà a Roma il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Faremo un rendiconto della situazione nella nostra regione – spiega Icardi – Porteremo anche le istanze del nostro territorio, comprese quelle delle aziende, degli alberghi, dei ristoranti e delle attività commerciali”.

“Alle aziende – prosegue Icardi – abbiamo chiesto un’analisi comparativa degli incassi di quest’anno e dell’anno scorso nello stesso periodo, per dare una prima sommaria stima dei danni e chiedere lo stato di crisi, perché le nostre aziende hanno bisogno di essere sostenute. La situazione è drammatica anche sul piano economico, per tutto il tessuto produttivo piemontese”.

 

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