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L’ipocrisia dell’Europa che oggi piange Lorenzo Orsetti

L’ipocrisia di un mondo lontano. Quello che oggi piange Lorenzo Orsetti, il ragazzo toscano ucciso dall’Isis dopo essersi arruolato per combattere al fianco di quei curdi che lottano contro la barbarie dei fanatici dello stato islamico e che, però, sono stati abbandonati al loro destino da un’Europa che finge di non vedere. Una denuncia forte, quella arrivata da Pierluigi Battista attraverso le pagine del Corriere della Sera. 

“L’Europa balbetta, fa la voce lamentosa con Donald Trump che, con un egoismo mai reso così esplicito nella recente storia americana, annuncia il disimpegno dalla Siria, ma le sue proteste non valgono niente. L’impegno anche militare costa, costa denaro, vite umane, serietà, continuità ma l’inconsistenza politica dell’Europa le impedisce di prendere qualunque decisione. L’unico aspetto della carneficina siriana che ci preoccupa è il suo effetto sui flussi dei profughi che potrebbero raggiungerci”.
Un’Europa che paga cifre salate al regime di Erdogan per tenere i profughi a casa sua. E che poi chiude un occhio sulle rivendicazioni dei curdi, repressi dalla ferocia turca. “Oggi piangiamo sul corpo di Lorenzo martoriato dall’Isis: lacrime tardive, insincere, ipocrite. Domani, asciugate queste lacrime insincere, ricominceremo come sempre a fare finta di niente”.“Ricominceremo – conclude Battista – a dimenticare che la guerra sul terreno dei curdi allo Stato islamico, con la perdita di vite umane, la distruzione delle città, il terrore sulla popolazione, è stato fondamentale per la sconfitta dell’Isis. Ricominceremo a relegare nelle brevi quello che sta accadendo in quella terra in cui Lorenzo Orsetti è andato a combattere nella nostra indifferenza”.

“Lo abbiamo ucciso”. L’annuncio dell’Isis: freddato l’italiano Lorenzo Orsetti