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Di Muro, la proposta di matrimonio alla Camera era finta: nozze già fissate da tempo

La Lega ci ha abituati alle menzogne, e all’uso della comunicazione ad ogni costo per strappare anche un paio di voti. Stavolta, però, abbiamo superato davvero il segno (e il senno). Ricordate la vicenda di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi? Sì, dai, avete capito: quella relativa alla proposta di matrimonio andata in scena alla Camera. Ecco, era falsa. Tutta una messinscena, perché le nozze erano già state fissate da tempo. A rivelare tutto è il Corriere della Sera. “Si è trattato di una recita, una prima volta assoluta della quale nessuno sentiva un bisogno così impellente. A parte lui, l’attore principale, il deputato leghista Flavio Di Muro”.

Scrive il quotidiano: “Le sue nozze con la fidanzata Elisa verranno celebrate il 5 dicembre nella cattedrale di Ventimiglia alta. In città lo sapevano tutti, da tempo. La data infatti è stata prenotata a settembre, così come il ristorante per il ricevimento, l’agriturismo ‘U Cian’ di Isolabona. Quando ci si sposa, nella speranza che sia per la prima e ultima volta, bisogna fare le cose per bene. Senz’altro lo avranno spiegato anche durante il lungo corso prematrimoniale, che Flavio e Elisa hanno finito proprio domenica scorsa insieme ad altre cinque coppie. Tutto pronto per il grande giorno, insomma”.

“Ma l’animo umano si nutre di incertezza e dubbi davanti alle grandi decisioni della vita. Deve essere per questo che giovedì scorso l’onorevole Di Muro ha replicato in diretta televisiva la proposta di matrimonio alla sua Elisa. Lo ha fatto dagli scranni del Parlamento, dopo un preambolo durante il quale ha spiegato come talvolta, a causa della maledetta politica, «tralasciamo le persone che amiamo». L’intervento si è concluso con «Elisa mi vuoi sposare?». La diretta interessata, presente in tribuna, ha ribadito il suo assenso”.

Scrive ancora il Corriere: “La scena si è svolta durante l’esame del disegno di legge sulla ricostruzione delle zone dell’Italia centrale colpite dai terremoti del 2016, ma questo è un dettaglio, anzi un bieco rigurgito di moralismo. Ci sono state molte speculazioni su quel gesto, un inedito nella storia della Camera. Ma tutto è passato in cavalleria per via di quella che sembrava una ingenuità di fondo. Adesso si scopre che era tutta una finzione. Il matrimonio era già deciso da tempo. E ci sarebbero ben altre domande da farsi, sui tempi e sulla politica che stiamo vivendo, sulla necessità di apparire a ogni costo”.

 

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