Giustizia

Pugno di CasaPound a Filippo Rossi: “Fu violenza vera”. Condannato il leader Iannone

Oggi, sabato 22 giugno, a Viterbo torna Caffeina Festival. E nella città dei Papi si è tornati con la mente a un episodio di qualche anno fa che caratterizzò una delle passate edizioni. Si tratta dell’ormai nota aggressione neofascista a Caffeina. Fu un pugno e furono botte vere. Un pugno tale da atterrare la vittima e spedirla al pronto soccorso dove la diagnosi fu di lesioni. “Non per imporre sofferenza solo morale”, secondo il giudice. Per questo il 15 maggio 2018 è stato condannato il leader di Casapound Gianluca Iannone che aggredì il direttore artistico del festival Filippo Rossi.

Si legge nelle motivazioni della sentenza con cui l’anno scorso il giudice di pace Alessandro Mandolini ha condannato Gianluca Iannone a una multa di 800 euro e a una provvisionale di 1500 euro per l’aggressione al direttore artistico di Caffeina Filippo Rossi del 14 luglio 2012 a San Pellegrino.

Il leader di Casapound ha presentato ricorso in appello, che sarà discusso davanti al giudice Gaetano Mautone del tribunale di Viterbo. Filippo Rossi si è costituito parte civile al processo con l’avvocato Giacomo Barelli. “L’imputato Gianluca Iannone ha senz’altro posto in essere una violenta manomissione della parte offesa”, scrive il giudice. E ancora: “La fattispecie delittuosa di lesioni personali ascritta a Iannone deve ritenersi, alla luce del quadro probatorio, senz’altro consumata, essendosi invero manifestati tutti i suoi elementi costitutivi, sotto il profilo sia oggettivo che soggettivo”, si legge nelle motivazioni.

“L’elemento soggettivo deve ritenersi anch’esso pienamente integrato considerate le modalità di esecuzione della condotta delittuosa e la volontà dell’imputato di arrecare nocumento a colui che in quel momento gli si è parato innanzi, a nulla rilevando con quali effettive intenzioni”, spiega Mandolini.

“Iannone non può peraltro neanche invocare la sussistenza nell’ipotesi di specie di un’ingiuria reale, posto che la violenza del pugno inferto alla parte offesa, tale da farlo cadere in terra, esclude che abbia voluto imporre alla sua vittima una sofferenza solo morale”, la conclusione del giudice di pace, alla luce delle conclusioni dei sanitari del pronto soccorso.

Condannato per le lesioni, Iannone è stato invece assolto dall’accusa di ingiurie, reato nel frattempo depenalizzato. Sputandogli in faccia, apostrofò Rossi con le frasi: “Sei una merda, infame, sei un porco, sei un maiale”. Poi lo atterrò con un pugno in faccia, per il quale il direttore artistico di Caffeina fu medicato al pronto soccorso di Belcolle con una prognosi di cinque giorni.

 

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