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Qualcosa si è rotto nel centrodestra: silenzio e tensioni tra Meloni e Salvini

Qualcosa si è rotto nello schieramento di centrodestra. Le ultime settimane hanno fatto segnare una distanza crescente tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con Silvio Berlusconi che a sua volta viaggia a una diversa velocità rispetto ai sovranisti mostrando il volto più responsabile dell’opposizione. A testimoniarlo è un’intervista rilasciata a La Repubblica dalla leader di Fratelli d’Italia, che ha puntato il dito contro il Carroccio accusandolo di non collaborare con gli alleati e cercare piuttosto sempre e comunque un ruolo da protagonista indiscusso.

La Meloni ha spiegato di non voler scaricare l’app Immuni (“una follia far gestire uno strumento così sensibile sul piano dei dati e della sicurezza di milioni di italiani a una società privata anziché allo Stato”) e ha confermato che il 2 giugno sarà in piazza per protestare contro il governo: “Ma come è umano, il presidente Conte, nel concederci di manifestare. Forse dovrebbe rileggersi qualche articolo della Costituzione: non è una concessione. Solo i regimi decidono chi, e per cosa, possa scendere in piazza. Abbiamo scelto di farlo il giorno della Festa della Repubblica per dar voce agli italiani. E lo faremo nel pieno rispetto delle regole”
“Salvini? Gli ho scritto quando ho letto che anche lui ha pensato a una iniziativa il 2 giugno, perché credo sia giusto organizzarla insieme. Non ha ancora risposto, ma non credo voglia isolarsi. Non avrebbe senso, in questa fase dobbiamo unire, non dividere. Infatti ho chiamato anche Berlusconi”.Telefonate a vuoto, dunque, tra di due leader che un tempo andavano a braccetto e ora sembrano più distanti che mai. La Meloni ha messo le mani avanti, chiarendo che non c’è nessuna rottura (“Ognuno ha le proprie iniziative, diciamo che siamo tutti molti frizzanti”). Ma che i conti non tornino è ormai cosa evidente. E d’altronde proprio Fratelli d’Italia guarda con appetito sondaggi incoraggianti che vedono il partito sempre più vicino, ormai, proprio alla Lega di Salvini.

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