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Rave, il ministro Piantedosi: “Fermeremo solo quelli, non le occupazioni”

Il nuovo decreto del governo con cui si inaspriscono le pene per chi organizza rave illegali sta provocando un putiferio politico. Le opposizioni sono infatti sul piede di guerra contro l’articolo 434 bis appena inserito dal governo nel codice penale. Il timore è che, con la scusa di bloccare i rave party, le forze dell’ordine possano intervenire anche su cortei, manifestazioni e occupazioni. Un allarme talmente diffuso da costringere il ministro dell’Interno ad una precisazione. “Fermeremo solo i rave, il decreto non sarà esteso a occupazioni e assembramenti. Predappio? Una pagliacciata”, questa la linea del governo Meloni precisata da Matteo Piantedosi al Corriere della Sera.

Il ministro Piantedosi contro i rave

“L’obiettivo di queste norme approvate dal Consiglio dei ministri è allinearci alla legislazione degli altri Paesi europei. – spiega Piantedosi al Corriere – Anche ai fini di dissuadere l’organizzazione di tali eventi che mettono in pericolo soprattutto gli stessi partecipanti, ricordo che a Modena si ballava in un capannone pericolante e si rischiava una strage, e finiscono per tenere in scacco intere zone, pregiudicando attività commerciali e viabilità. Dobbiamo garantire, in primo luogo, che i giovani possano divertirsi senza esporsi a pericoli per la loro incolumità e poi tutelare gli imprenditori che subiscono la concorrenza di chi agisce in spregio a qualsiasi regola”.

“Credo sia interesse di tutti contrastare i rave illegali. – prosegue Piantedosi – Trovo invece offensivo attribuirci la volontà di intervenire in altri contesti, in cui si esercitano diritti costituzionalmente garantiti a cui la norma chiaramente non fa alcun riferimento. In ogni caso la conversione dei decreti si fa in Parlamento, non sui social. In quella sede ogni proposta sarà esaminata dal governo. Il mio ruolo costringe ad affrontare situazioni contingenti e immediate. Non sempre si può programmare ciò che attiene alla sicurezza e all’ordine pubblico”.

“Il mio modello di gestione della sicurezza è: fermezza e dialogo, lasciando l’uso della forza pubblica come opzione estrema per evitare rischi peggiori. – puntualizza l’ex prefetto di Roma – È il mio modo di agire da sempre. Questo governo ha ottenuto un forte mandato elettorale dai cittadini su temi precisi. So cosa devo fare. La tutela della sicurezza è una priorità per la coalizione che ha vinto le scorse elezioni. Occorre agire su più fronti contemporaneamente, rafforzando la presenza delle forze di polizia nelle nostre città, ma anche affrontando questioni come il degrado urbano, le fragilità e le marginalità, le difficoltà dei nostri giovani, operando insieme con il mondo della scuola e della cultura”, conclude Piantedosi.

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