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Renzi non sfonda tra i cattolici: poco entusiasmo intorno a Italia Viva

Lo strappo è andato in onda, tra critiche e osanna. Ma Matteo Renzi rischia di essersi perso per strada già una parte di quell’area moderata alla quale punta con il suo Italia Viva: il mondo cattolico. Per nulla entusiasta di quello che, attraverso le pagine di Repubblica, l’ex direttore Ezio Mauro ha definito “un partito democristiano nella centralità geografica che vuol occupare, radicale nel metodo e nel carattere”. Eppure al momento nessuno sembra pronto a scommettere “alla cieca” sul rottamatore.

Il presidente Mcl Carlo Costalli dice di “guardare con curiosità e attenzione” alla svolta politica renziana. Le Acli riconoscono a Renzi che “questa scissione può contare sul fatto che oggi l’offerta politica fatica a interpretare bisogni e sentimenti del Paese” con il presidente Rossini a sottolineare però come “le scissioni non sono mai positive”. Negativo il giudizio di un’altra realtà cattolica come Politica Insieme: “Renzi si muove ancora in una logica leaderistica e bipolare. Due condizioni che gli impediscono di rispondere alla delusione di quell’elettorato cattolico e democratico cui vorrebbe rivolgersi”.
Non meno drastico Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia, lista presentatasi a tutte le ultime elezioni: “Renzi è stato un mio amico, l’ho sostenuto nel 2012 per le comuni radici di militanza nel cattolicesimo politico e per le battaglie al Family day del 2007. Poi però el 2013 Renzi ha vinto ed è diventato il Renzi del potere, il Renzi dominus che si è scordato le sue radici. Italia Viva per noi del PdF è l’ennesimo passaggio tattico di un inaffidabile”.Meglio disposto è Giorgio Merlo di Rete Bianca: “Le duplici iniziative di Renzi e di Carlo Calenda, con Matteo Richetti, non possono essere liquidate semplicisticamente come operazioni di puro posizionamento politico o di banale gioco di potere. Si tratta di iniziative che colgono un vuoto di rappresentanza a cui occorre dare una risposta politica credibile, seria e coerente”.

Il padre gesuita Francesco Occhetta di La Civiltà Cattolica parla di una scelta che “innoverà temi, metodo, linguaggi e volti, sarà valore e argine per tutta l’area democratica liberale e riformista”. Paolo Ciani, esponente di Demos, spera invece che la mossa di Renzi “non abbia conseguenze negative sul governo che con fatica sta partendo”. 

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