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Richard Gere testimone contro Salvini: “Non accetto lezioni”

Richard Gere testimonierà contro Matteo Salvini nel processo di Palermo su Open Arms. A dare la notizia è lo stesso leader della Lega durante un comizio ad Assisi, in Umbria. I fatti risalgono al 2019. E Salvini, allora ministro dell’Interno del governo Conte, dovrà rispondere di sequestro di persona. Stesse accuse per le quali è stato già prosciolto nel caso Gregoretti. L’attore americano ad agosto di quell’anno era salito a bordo dell’imbarcazione Ong per offrire la sua solidarietà ai migranti.

Matteo Salvini e Richard Gere

“Richard Gere testimonierà contro di me nel processo Open Arms il prossimo 23 ottobre a Palermo”. È lo stesso Matteo Salvini a rendere pubblica questa notizia durante la tappa umbra del suo tour elettorale in vista delle Amministrative di domenica prossima. “Lo conosco come attore, ma non capisco che tipo di lezione possa venire a dare a me, alle italiane agli italiani sulle nostre regole e le nostre leggi”, aggiunge polemicamente il segretario del Carroccio.

“Se qualcuno pensa di trasformare il processo in uno spettacolo e vuole vedersi Richard Gere va al cinema, non in tribunale”, rincara poi la dose Salvini. “Gli chiederò un autografo da portare alla mia mamma. Vorrei però sapere – affonda ancora il colpo contro Richard Gere – quanto costerà ai contribuenti italiani questa roba qua, che non sarebbe possibile in nessun altro Paese. Salvini fa anche sapere che anche lui chiamerà diversi testimoni sul banco del processo. Tutti i membri del governo gialloverde, a cominciare dall’allora premier Giuseppe Conte.

“Allora noi convochiamo Checco Zalone o Lino Banfi. – ironizza poi il leader leghista – Ma vi rendete conto? Uno che ha fatto il ministro dell’Interno, che ha fatto il suo lavoro bloccando l’immigrazione clandestina perché ne ho le p… piene di scippatori e spacciatori, va a processo per aver fatto il suo dovere. Vorrà dire che quel giorno almeno gli chiederò un autografo”, ribadisce.

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