Interni

“Riscaldamento globale? Ma se fa freddo”. Libero la spara ancora grossa

L’arte della provocazione appartiene sicuramente a Libero, testata diretta da Vittorio Feltri che già in passato ha tante volte fatto discutere per la scelta dei suoi titoli, volutamente sopra le righe e sempre al centro di feroci dibattiti tra gli utenti sui social. Una lunga tradizione nella quale si inserisce anche l’ultima prima pagina della testata, che approfittando del maltempo di questo inizio maggio ha lanciato l’ennesima sferzata: “Riscaldamento del pianeta? Ma se fa freddo”.

Un concetto chiarito anche nelle righe poco sotto, dove si mette in discussione l’allarme lanciato negli ultimi anni con insistenza dagli ambientalisti. La tesi, semplice ma di sicuro discutibile: considerando il freddo di questi giorni (viene fatto l’esempio di Milano), non si capisce come facciano scienziati e attivisti vari a parlare di riscaldamento globale.
Ovviamente viene tirata di nuovo in ballo Greta Thunberg, la ragazza svedese diventata famosa in tutto il mondo per aver inscenato una singolare forma di protesta chiedendo maggiore attenzione ai problemi legati ai cambiamenti climatici. E contro la quale lo stesso Feltri aveva già lanciato in passato il suo personalissimo anatema, definendola senza troppi giri di parole una “rompiballe” e coniando per lei il non troppo generoso soprannome di “Gretina”.Anche in questa occasione, come da pronostico, gli utenti social si sono scatenati, in un circolo ormai visto e rivisto e che lo stesso Feltri cerca di innescare con ogni sua “sparata”. Tra i commenti che spiccano, “La terra ruota? Ma se la vedo sempre ferma!” e, sulla stessa falsariga, “La Mafia? Ma se nessuno mi ha mai sparato”. Qualcuno, più esplicitamente, ha invitato il direttore della testata a informarsi sulla differenza tra clima e meteo.

Feltri contro 25 aprile e primo maggio: “Sceneggiate, feste che hanno rotto le palle”