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Ecco come Salvini sta riempiendo l’Italia di immigrati disperati

Per volontà di Salvini chiude il Cara di Castelnuovo di Porto. I migranti del centro di accoglienza alle porte di Roma, aspettano di essere convocati per una nuova adunata e un altro smistamento, fino alla chiusura definitiva della struttura prevista entro fine mese. Stamattina sono cominciati a partire un gruppo di altre 75 persone, anche questa volta non si sa verso quale destinazione. La rabbia si fonde con l’incredulità in questo centro modello che nel marzo 2016 papa Francesco scelse per la celebrazione della lavanda dei piedi del giovedì santo, inchinandosi per il rito davanti a 12 profughi.

Il Cara di Castelnuovo di Porto ospitava 500 migranti ed è il primo centro di accoglienza per richiedenti asilo nella lista di quelli che dovranno chiudere i battenti, a poco più di un mese dalla conversione in legge del “decreto sicurezza”. In molti parlano in quest ore di “deportazione”. Nessuna riconoscenza per il comune di Castelnuovo che ha fronteggiato l’emergenza nazionale per 10 anni.

“Siamo dispiaciuti e preoccupati. Chiediamo che non vengano trattati come bestiame”, ha detto il parroco della vicina chiesa di Santa Lucia, padre José Manuel Torres. “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”: hanno affermato, citando il vangelo di Luca, i frati di Assisi in un tweet indirizzato ai vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio e al premier Giuseppe Conte. Si possono cambiare” le politiche di gestione dell’immigrazione, “ma non si possono sbattere le persone sulla strada”.

E questo è il vero punto: l’effetto del decreto Salvini è che chiuderanno i centri di accoglienza e metteranno i migranti per strada. È questo che si intende per “sicurezza” nel modello Salvini? Il sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini, spiega la situazione: “Da sindaco chiamato a dare riposte immediate ai bisogni dei cittadini ribadisco che non è possibile mettere persone in mezzo alla strada da un giorno all’altro. A Castelnuovo ne avremo 20 in queste condizioni, ho dovuto attivare i servizi socio assistenziali, ho dovuto fare un’ordinanza di protezione civile e allestire un presidio lì per le prime necessità di questi ragazzi”.

Soddisfatto invece e incurante delle critiche il vicepremier Matteo Salvini: “Mi ero impegnato a chiudere le mega
strutture dell’accoglienza, dove ci sono sprechi e reati, come a Bagnoli, a Castelnuovo di Porto, a Mineo. E lo stiamo facendo. Gli italiani risparmieranno 6 milioni di euro all’anno”. A parte che sono numeri lanciati con il pallottoliere, e poi il problema, lo ripetiamo è che il ministro non offre un’alternativa ai centri di accoglienza. Vengono chiusi, e ok, ma poi i migranti restano per strada. Cosa è meglio per le città?

Ventisei senatori del Pd hanno presentato sulla vicenda un’interrogazione al ministro Salvini. “Viene chiusa una struttura di integrazione che in questi anni ha raccolto diversi riconoscimenti, dall’Acnur a Migrantes, e che ha permesso di salvare e aiutare 8 mila profughi, tra i quali 700 minori”, spiega la senatrice Annamaria Parente.”Questi sono i primi frutti avvelenati del decreto sicurezza del ministro dell’Inferno”, le fa eco la senatrice del Pd Monica Cirinnà.

E Castelnuovo di Porto si è schierata dalla parte dei rifugiati. Nel pomeriggio di ieri si è svolta una “passeggiata pacifica di solidarietà” con partenza dalla chiesa di Santa Lucia per “essere vicini agli ospiti del Cara in via di trasferimento e ai lavoratori che rischiano di perdere il lavoro”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini stila la lista delle prossime chiusure: “Mineo, in provincia di Catania, per cui avvieremo la stessa procedura di Castelnuovo”. Ma nell’elenco ci sono anche i Centri di Bologna, Crotone, Bari, Borgo Mezzanone. In queste strutture sono ospitate circa 6.000 persone. Stranieri che dovranno essere redistribuiti, con il rischio forte che almeno 1.000 — ma è possibile che siano di più — si ritrovino senza alcun posto dove andare.

 

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