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Altro che “svolta liberale”. Ecco il documento che rivela l’ennesima balla di Salvini

Matteo Salvini qualche giorno fa ha annunciato una “rivoluzione liberale”. Avrà influito senza dubbio il dialogo serrato con il suo vice Giorgetti, il quale ha provato a spiegargli che se la Lega continua a stare in Europa con Le Pen e Orban non otterrà mai nulla, e gli ha spiegato anche che pure in Italia non è il momento di investire sul sovranismo, vista la catastrofe elettorale. Giorgetti gli ha suggerito una svolta al centro, lui ha rilanciato quella liberale. Insomma, sembrava redento. Invece, non era altro che l’ennesima finta. La prova? Un documento della Lega di appena 3 giorni fa sul Recovery Fund.

“Noi vogliamo che il Parlamento si esprima sulle linee guida per il Piano nazionale di ripresa”, ha detto il ministro per gli Affari europei Amendola. “E certo – prosegue – speriamo che anche le opposizioni partecipino costruttivamente, fin dalla prossima settimana”. E tutto, visto il nuovo corso inaugurato dalla destra, lascerebbe pensare che una forma di non belligeranza, almeno sul Recovery fund, sarebbe pensabile. Se non fosse che – come rivela Il Foglio – proprio tre giorni fa, in un atto ufficiale con tanto di timbro del partito, la Lega di Matteo Salvini, novello paladino del liberalismo nostrano, il Recovery lo definiva una “istituzionalizzazione della Troika che ci legherà mani e piedi a Bruxelles”.

Insomma, tutto in linea con quello che dichiarava fino a prima della presunta svolta liberale. “Noi riteniamo che questo fondo sia un super-Mes, una fregatura grossa come una casa”. Così aveva detto Salvini dopo l’accordo sul Recovery Fund trovato fra i capi di Stato e di governo della Ue. “Sono soldi che andranno restituiti. Oggi sono tutti eurofelici, ma tornino sul pianeta terra… Sono soldi in cambio di tagli e sacrifici”, aggiungeva.

Il leader della Lega su questo tema ha attacca per mesi pure i suoi alleati di Forza Italia. “Forza Italia – spiega – ha votato la Commissione, quindi ha tutto il diritto di essere contenta che il destino dell’Italia non sia nelle mani del governo ma nelle mani della Commissione”. Tre giorni fa, in questo documento, Salvini ha ribadito gli stessi concetti. Mi sa che questa “svolta liberale” è l’ennesima truffa elettorale.

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