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Salvini e gli attentati di Halle: “Il terrorismo islamico resta più pericoloso”

“Il terrorismo islamico ha fatto migliaia e migliaia di vittime in tutto il mondo, è presente in tutto il mondo e sono organizzati. I dementi che sparano in nome di Hitler e di Stalin fortunatamente sono meno e il nazismo e il comunismo non torneranno più, chi spara in nome di chiunque è comunque un deficiente e va rinchiuso”. Con queste parole Matteo Salvini ha scelto di commentare nel corso di Mattino l’attentato terroristico di Halle, in Germania, commesso da Stephan Balliet e mandato in diretta su Twitch.

Un passaggio che a molti è parso tutto sommato scontato ma che, a leggere attentamente le parole del leader della Lega, è piuttosto inquietante, e non poco. Non c’è nulla di normale, infatti, nella scelta di un politico che il giorno dopo l’attentato di un neonazista, che ha causato 2 morti, 2 feriti e rischiato di sfociare in una strage, si precipita a dire che il male peggiore è il terrorismo islamico e che per fortuna quelli che sparano in nome di Hitler e di Stalin non sono altrettanto numerosi dei terroristi islamici.
Si potrebbe discutere all’infinito dell’inutilità di un simile approccio. Che d’altronde ricorda molto da vicino quello, tipico di certa politica destrorsa, di sminuire i crimini del fascismo rispondendo con gli immancabili “e le foibe?” e via dicendo. Non bastasse, Salvini in passato aveva fornito esempi di ben altro calibro, intervenendo in maniera piuttosto blanda nel condannare, per esempio, l’attentatore di Macerata Luca Traini.Il terrorismo di matrice neonazista, suprematista come viene definito solitamente dai giornali, è d’altronde un problema vero, sottolineato a ogni latitudine del mondo da episodi terribili. Far finta che i manifesti dei vari Breivik, Tarrant o dell’attentatore di El Paso non siano mai esistiti e limitarsi a una conta dei morti è pericoloso. E poi, è davvero possibile avere remore nell’accusare la destra più becera ed estrema?

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