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Salvini e i sovranisti non riempiono piazza Duomo. Milano resiste a suon di striscioni

Salvini raduna a Milano tutti gli amici fascio-sovranisti ma non riesce a riempire piazza Duomo. In tanti hanno sfilato in corteo da corso Venezia a piazza Duomo, ma non è bastato a dare il giusto impatto visivo che voleva il leader della Lega. In compenso la scena l’hanno rubata i contestatori del vicepremier ai bordi di piazza Duomo – blindata e con controlli con i metal detector agli ingressi – che hanno fischiato durante tutto il suo intervento. La protesta di Milano è stata caratterizzata da striscioni e inizative ironiche per lanciare un messaggio opposto a quello del leader leghista.

“No ai muri, sì ai porti aperti”. E da Milano l’altro vicepremier, il 5 Stelle Luigi Di Maio, ha attaccato: “Quando si parla di ultradestra a livello europeo, bisogna essere giustamente preoccupati, per una deriva ideologica di cui non sentivamo proprio la mancanza in Italia”.

In seguito Salvini, a chi gli ha chiesto di commentare le affermazioni del collega di governo, ha risposto: “Ma l’avete vista la piazza? C’erano mamme, papà, disabili. Non ho visto ultrà. Siamo estremisti del buon senso questo sì”. I leghisti sono partiti alle 15 da Porta Venezia e poi, lungo San Babila e piazza Scala, sono arrivati sotto il mega palco dove si sono alternati con il vicepremier (che non ha partecipato al corteo) altri 11 capi dei partiti dell’ultradestra europea.

In piazza Duomo anche chi contesta il raduno sovranista: un uomo vestito da Zorro (già idolo dei social) ha srotolato dal balcone di un albergo un lungo striscione con la scritta “Restiamo umani”. Lenzuolo che poi è stato rimosso. In tanti sono ai bordi – tenuti a distanza dalla polizia – a fischiare e gridare “Via”. E uno striscione con la scritta “Salvini Milano città aperta” è stato ritirato dagli agenti della Digos.

In piazza Duomo, prima del comizio, è arrivato anche Carlo Calenda, dopo aver ‘sfidato’ ieri via social Matteo Salvini a un confronto. Appello non colto dall’avversario. Come sempre. Un’altra Milano, dunque, ha deciso di dare un benvenuto diverso al leader leghista e ai suoi sodali d’Europa: e quindi con il tam tam che dura da giorni, ecco le ‘Balconiadi’, la parata di striscioni contro Salvini, con le associazioni antifasciste e antirazziste pronte a dire no all’Europa dei muri.

Il sindaco Beppe Sala ha detto la sua: “Spazio a tutti per fare manifestazioni ma poi quello che io dico a questi sovranisti è che si possono prendere l’Italia, l’Europa, il mondo ma non Milano, credo che resisterà”. E sulla gestione della sicurezza della giornata ha aggiunto: “Siamo tra il preoccupato e l’attento, ne ho parlato anche con prefetto e questore”.

 

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