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Salvini e la Meloni in fuga: banchi vuoti quando parla Conte

Accendere continuamente lo scontro a distanza ma evitare confronti diretti. Questo, ormai è possibile dirlo con certezza, l’atteggiamento che Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno deciso di adottare nei confronti del premier Giuseppe Conte, con il quale continuano a rifiutare di condividere la scena. Non si spiega altrimenti il modo, ai limiti dello schizofrenico, con il quale i due leader sovranisti hanno deciso di rapportarsi con Palazzo Chigi.

Premessa: Salvini e Meloni avevano fatto sapere che non avrebbero presenziato agli Stati Generali convocati dal governo a Villa Pamphilj perché il luogo del confronto tra maggioranza e opposizione è uno ed uno solo, il Parlamento. Ti aspetti, allora, che i due partiti di opposizione presidino infaticabili l’Aula in attesa di un confronto. E invece quando l’argomento del giorno è stato il Recovery Plan, ecco che Lega e Fratelli d’Italia hanno deciso di abbandonare i rispettivi banchi.
D’altronde che i due non fossero proprio coerenti con la linea annunciata pomposamente agli elettori non è cosa nuova. Pensare, per esempio, al fatto che Salvini, dopo aver chiesto di lasciare in Parlamento i dialoghi sul futuro del Paese, si era presentato negli studi di Barbara D’Urso per confrontarsi con illustri esponenti dell’universo politico come Orietta Berti.

Ora l’ennesima conferma, con l’Aula della Camera semi vuota nonostante l’attesa informativa del premier Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio Ue sul Recovery Fund. I posti vacanti erano proprio quelli dei deputati di Fratelli d’Italia e Lega. Diversa la linea di Forza Italia: i deputati azzurri sono rimasti in Aula, sia durante l’informativa di Conte che nel successivo dibattito.

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