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Matteo Salvini? Un pornografo estremo che mette in scena il peggio dell’Italia

di Angiolina Zarri

Da mesi siamo sopraffatti da un bombardamento mediatico senza sosta. Non c’è giorno in cui, con trovate rocambolesche, virtuosistiche e sempre innovative, Matteo Salvini non coglie l’occasione propizia per autoconsacrarsi homo novus del terzo millennio. Un Matteo più nuovo, più aggressivo, sfacciato e persino più arrogante del suo omonimo della sinistra, ormai in via di estinzione e priva di contenuti. Dirette Facebook, foto postate su Instagram, comunicati stampa, dichiarazioni, ogni mezzo è funzionale alla sua crescita, impossibile non sapere quello che ha in mente, nel momento stesso in cui lo pensa. Nessuna elaborazione del pensiero, tutto viene detto istantaneamente in modo perlopiù brutale e aggressivo, perché i suoi elettori lo vogliono così.

Da più voci il vice primo ministro viene additato come l’incarnazione dell’autoritarismo più becero, mentre dall’altra parte della barricata viene osannato e incoraggiato a proseguire lungo la sua strada. Ma non c’è fascismo o destra oltranzista che tengano, le sue espressioni, i suoi modi, ogni suo messaggio attingono a un sistema di valori che nulla a che fare, se non alla lontana, con il passato politico del Paese. Tutte le sue esternazioni pescano nel sempre verde, imperituro, e fortunato, mondo della pornografia, pura sovraesposizione in cui ogni azione viene esibita e sbattuta in faccia, senza nessun filtro, senza nessun accorgimento stilistico, perché per colpire l’attenzione e placare le voglie dell’osservatore bisogna essere incisivi ed estremamente precisi.
Tuttavia l’idea non è originale e anzi trae spunto dagli albori del leghismo, quando un quasi dimenticato Umberto Bossi non faceva altro che dire quanto ce lo aveva duro, per dare conto dei suoi indiscutibili skills.  Gli stessi profili social del responsabile del Viminale sono improntati sullo stile tanto caro agli appassionati del genere hardcore. Così lo vediamo guarda caso in groppa a uno stallone alla Fieracavalli di Verona. Lo abbiamo visto arrivare primo a posare fiori a Roma, nel quartiere di San Lorenzo, dove è tragicamente morta la 16enne Desirée Mariottini. Quotidianamente al motto ‘L’Italia agli italiani’, spara a zero contro migranti, contestatori, capi di stato, avvilendo ogni tipo di confronto o dibattito, svuotando di significato drammi che vengono ridotti a quinta del suo teatrino. E da star di questo genere spinto non lascia a bocca asciutta nessuno e regala a mezzanotte passata un suo selfie sorridente, sdraiato sul letto “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Notte serena Amici”, con tanto di faccina sorridente. Sullo spread che schizza alle stelle il suo commento è “Andiamo vanti” e il ‘popolo’ della Lega lo segue felice, orgoglioso di pagare debiti, non si sa perché, ma i numeri sono dalla sua. L’ultimo sondaggio di YouTrend dà per la terza volta consecutiva il Carroccio in testa come primo partito al 30,6% e a parte il Movimento 5 Stelle, che scende al 28,1%, gli altri partiti arrancano senza speranza. Ma la fascinazione di questa narrazione non ha colore politico, non è certamente destra. È pornografia, pornografia estrema. Punto.

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