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Salvini sparisce al Sud: il simbolo della Lega solo in 36 comuni su 372 al voto

Non ci sono solo i sondaggi a certificare il declino di Salvini e della Lega. Ci sono anche i simboli. O meglio: non ci sono. Già, perché a ben guardare le elezioni amministrative, si nota che al Sud il simbolo del Carroccio è praticamente sparito. E questo la dice lunga. A un anno di distanza dal varo del progetto della Lega come “partito nazionale”, le cose sono molto cambiate. Salvini era riuscito nell’impresa di diventare il secondo partito nel centro-sud alle ultime europee (23,3%) e di vincere in regioni dove la Lega era vista come un partito di ufo, come l’Abruzzo, la Calabria e la Sicilia. Ma adesso se si va ad analizzare in quanti comuni il partito si presenti con una propria lista alle prossime elezioni amministrative del 20-21 settembre, si hanno delle belle sorprese.

Italian Interior Minister, Matteo Salvini speak with the journalist during a press conference in Rome, Italy, 06 September 2018. Deputy Premier and Interior Minister Matteo Salvini said Thursday that he was not worried after a Genoa court okayed the seizure of funds from his League party over a fraud case.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il risultato per Salvini è infatti desolante: su 372 Comuni delle 8 Regioni del centro-sud in cui si va al voto, il simbolo del Carroccio compare solo in 36 città. Meno di uno su 10. Nel meridione la Lega è dunque di nuovo un partito fantasma. Come ricostruisce Giacomo Salvini su Il Fatto Quotidiano, “il dato più impressionante riguarda la Campania, dove su ben 85 comuni il Carroccio è riuscito a presentare il proprio simbolo solo in cinque casi. Non ci sarà nessuna lista invece in provincia di Benevento. Il dato che pesa di più è la quasi totale assenza della Lega nell’area metropolitana di Napoli, dove il Carroccio corre con una propria lista solo in un comune su 28 e non c’è traccia nemmeno nel Sannio e nell’Irpina”.

Un dato ancora più basso si registra in Calabria dove la Lega avrebbe potuto beneficiare della spinta di Jole Santelli, governatrice di Forza Italia eletta a fine gennaio. “Qui su 73 Comuni che andranno al voto, il simbolo del Carroccio si trova solo in quattro sopra i 15 mila abitanti, tra cui Reggio Calabria dove Salvini punta forte su Antonio Minicuci e Antonio Manica a Crotone. Nel resto della regione, il commissario regionale Cristian Invernizzi si è accontentato di piazzare qua e là qualche candidato, ma tutti in liste civiche”.

“In Puglia invece la Lega si presenta in 11 Comuni su 49 (22%) mentre va peggio in Abruzzo – governata da Marco Marsilio (FdI) dal febbraio 2019 – dove il Carroccio corre in soli 2 comuni su 62: Chieti e Avezzano (L’Aquila). Va un po’ meglio in Sicilia dove storicamente il centrodestra è più forte delle altre regioni del Meridione: qui la Lega si presenterà in 16 comuni su 61. Meno di uno su tre. Lorenzo Pregliasco, fondatore di Youtrend, spiega: ‘Se l’opinione pubblica muta velocemente, il processo di rappresentanza politica richiede più tempo – spiega – Se a questo aggiungiamo il fattore della crescita di Fratelli d’Italia, si spiega perché la Lega sia ancora un partito con un forte baricentro al nord'”.

Oltre alla difficoltà di presentare proprie liste, Matteo Salvini al sud ha anche un grosso problema di qualità di classe dirigente. Per presentare candidati alle prossime elezioni regionali in Campania e Puglia ha dovuto riciclare dinosauri della politica, trasformisti e notabili locali in grado di portargli in dote migliaia di preferenze. “La Lega al sud è in ritirata perché alle elezioni regionali i rapporti dei micronotabili contano di più dei rapporti di opinione – analizza il politologo Calise – È chiaro che fino a quando Salvini è stato al governo poteva godere di un effetto bandwagon (salire sul carro del vincitore, ndr) da parte di un notabilato meridionale attento alle dinamiche clientelari”.

 

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