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Salvini lo sciacallo e quella squallida passerella sul nuovo ponte di Genova

Quando si pensa che Matteo Salvini abbia toccato il fondo dello sciacallaggio, il leader della Lega ci dà sempre occasione di ricrederci, e riesce a fare ancora un passo più giù. L’ultimo episodio riguarda la sua passerella, del tutto fuori luogo, sul nuovo viadotto di Genova a poche settimane dalla inaugurazione. Una passerella, va detto, con tanto di propaganda elettorale, selfie e attacchi alla Cigl. E scoppia la polemica politica. Il leader della Lega, in Liguria per un tour elettorale, è salito sul ponte accompagnato dal governatore Giovanni Toti e dal sindaco-commissario Marco Bucci, filmandosi e postando poi tutto quanto su Facebook (come sempre).

Nel suo tour in Liguria Salvini aveva previsto anche una visita in cantiere e qui ha tenuto anche un breve incontro con la stampa. Poi la richiesta: “Si può salire sul ponte?”. E una risposta è arrivata dalle istituzioni locali: “Certo”. A quel punto il leader della Lega è salito in macchina e dall’autostrada è arrivato fino all’ingresso del viadotto. “Una cosa inaccettabile, a che titolo è salito lì sopra e chi lo ha permesso? – commenta Roberta Pinotti, senatrice Pd ed ex ministro della Difesa – Chi è stato ministro dell’Interno avrebbe dovuto acquisire cultura delle istituzioni”.

La buona notizia è che il Ponte Genova-San Giorgio, ex Morandi, è quasi finito. Tra circa un mese sarà inaugurato con le autorità e sarà finalmente aperto al traffico. Come scrive Repubblica, “si spera in una celebrazione sobria, senza troppi lustrini e fanfare, come si conviene al carattere dei genovesi e al rispetto dovuto ai familiari delle vittime. Il ponte San Giorgio appartiene a tutti i genovesi e, lo diciamo a bassa voce, a tutti gli italiani: di destra, di centro e di sinistra”.

Anche per rispetto a quelle 43 vittime, andrebbe protetto dalle speculazioni politiche. Lasciamo che a inaugurarlo sia il presidente della Repubblica, Renzo Piano e gli operai che lo hanno costruito, evitiamo che anche questa cosa bella finisca nel pozzo nero dei nostri risentimenti. Ma Salvini ha anticipato tutti, mettendo il suo marchio di sciacallo anche su questa tragedia e su questa rinascita.

 

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