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Salvini ora si finge vittima: il suo nemico giurato è la magistratura

Matteo Salvini e la crisi d’accerchiamento. Il vicepremier si sente ormai al centro di un vero e proprio complotto, con l’inchiesta per “corruzione internazionale” scattata a Milano che rappresenta solo l’ultimo tassello di un puzzle che preoccupa non poco la Lega. Come scrive il Corriere della Sera, per Salvini è determinante  individuare la matrice che ha innescato “l’affaire Metropol”. E un’idea deve essersela fatta, se è vero che oltre a parlare “dei processi e delle indagini” a cui il Carroccio è sottoposto in Italia, il vicepremier aggiunge che “siamo anche intercettati. Non solo in Italia”.

“Al vertice per la riforma delle Autonomie regionali Salvini si è presentato nervosissimo e trascorre quasi tutto il tempo al cellulare. Da Washington il Dipartimento di Stato ha fatto già sapere di non voler commentare la vicenda. Da Mosca una fonte diplomatica russa sarà più loquace: e dopo aver detto che ‘non c’è nessuna ingerenza nella politica italiana’ avverte che sarà necessario capire chi sono queste persone, per chi lavorano e quali Paesi rappresentano o non rappresentano”.
L’innesco in casi come questo non è mai chiaro. Può darsi, come dice Giancarlo Giorgetti evocando Gianluca Savoini, che “qualche millantatore” l’abbia “sparata grossa”: poi però “qualcuno per chissà quali fini ne ha approfittato per gettare discredito su Salvini”. È questo il punto, che prescinde al momento dall’esito delle indagini e dalla linea difensiva adottata dal vicepremier: “A casa mia non troveranno rubli”.
Per Salvini però la priorità è capire chi sia il vero nemico. Per evitare conseguenze non solo in Italia, dove è già scattata un’inchiesta, ma anche in Europa, con la Lega che soffre già un’evidente penuria di alleati a Bruxelles. E per fermare la controffensiva dei Cinque Stelle, contrapposti al Carroccio per recuperare il consenso perduto. La magistratura è già da tempo nel mirino del Capitano. Che continua a chiedersi da dove siano partiti gli affondi nei suoi confronti. 

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