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Salvini spiazza: “Dopo il voto per il Quirinale voglio un governo forte”

Giorni di trattative frenetiche quelli che separano le forze politiche dall’inizio delle votazioni del presidente della Repubblica, fissato per lunedì 24 gennaio. Tra i protagonisti del tira e molla sul nome del nuovo possibile inquilino del Quirinale c’è sicuramente Matteo Salvini. Ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, il leader della Lega non fa nomi precisi, ma invita a riflettere sul fatto che, subito dopo la votazione, bisognerà dare vita ad un nuovo governo con dentro tutti gli “assi di briscola” dei partiti.

Matteo Salvini

“Una volta eletto il presidente della Repubblica bisognerà riflettere anche sulla natura del governo. Bisognerebbe mettere in campo le energie migliori possibili da parte di tutti i partiti. Sicuramente un governo debole da qui a marzo 2023 non fa un buon servizio agli italiani. – mette subito in chiaro Salvini da Vespa – I partiti, una volta eletto il presidente della Repubblica, dovranno riflettere se non valga la pena metterci gli assi di briscola. Tutti, dal primo all’ultimo”, questa la sua proposta.

“Berlusconi ha fatto tre volte il presidente del Consiglio, è conosciuto a livello internazionale, nessuno da sinistra può mettere veti a priori. Ma bisogna aspettare che lui sciolga le riserve, ha tutto il titolo e il merito di proporsi e il centrodestra sarà unito e compatto”, questo il suo giudizio sulla candidatura del leader di Forza Italia al Colle.

MATTEO SALVINI

“Penso che molti italiani, me compreso, avrebbero piacere che Draghi continuasse a svolgere il ruolo di presidente del Consiglio di garanzia, in Italia e in Europa. Perché ci sono ancora tante cose da fare in questi mesi che ci accompagnano alla fine della legislatura. La mia preoccupazione è che se togli il tassello più importante di questo governo non so come ne usciremmo. Di tutto c’è bisogno fuorché di confusione in Italia. Come promesso, da responsabile della Lega, del centrodestra, ho già chiamato tutti i segretari di partito. Mi piacerebbe che tutti si sedessero attorno a un tavolo per dare una scelta veloce e di alto profilo. Quello che non accetto sono veti. Sbaglia Letta che dice se c’è tizio non mi siedo”, conclude Salvini.

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