Interni

Mentre Salvini attacca la Cannabis Light, in Veneto la Lega emana la legge per coltivarla

Da una parte Matteo Salvini che in Aula al Senato urla, strilla e si dimena contro la Cannabis Light, dall’altra un suo governatore, Zaia, che nella regione Veneto emana una legge per la coltivazione della canapa. Si può riassumere anche così l’ennesima contraddizione leghista. Salvini ha ringraziato la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati per aver bloccato l’emendamento sulla cannabis legale presentato da Matteo Mantero e altri senatori della maggioranza e approvato la settimana scorsa in Commissione Bilancio a Palazzo Madama. Salvini ha detto che i suoi ringraziamenti sono “a nome di tutte le comunità di recupero dalle dipendenze” perché la presidente del Senato ha evitato “la vergogna dello Stato spacciatore di droga”.

Ma la canapa oggetto dell’emendamento approvato nei giorni scorsi non è una droga. La Cannabis “light” non ha proprietà psicotrope e quindi non è una sostanza stupefacente. Eppure per la Lega quell’emendamento bloccato dalla Casellati avrebbe addirittura “di fatto liberalizzato la cannabis” spingendo gli adolescenti a “fumare la droga di Stato”. Il paradosso è che attualmente è già legale coltivare e produrre la Cannabis Sativa L. (la elle sta per Linneo). Lo Stato spacciatore diceva Salvini. Bene, infatti l’8 agosto 2019 la Regione Veneto (a guida Lega) promulgava la legge regionale a sostegno e promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale ed agroalimentare della canapa (Canapa sativa L.).

Quindi il Veneto è una Regione spacciatrice? Ce lo dica Salvini. Anzi, glielo rispieghiamo noi: la Cannabis per cui è lecita la coltivazione non è una droga! Come scrive Giovanni Drogo su Nextquotidiano, “la Regione Veneto in base alla già citata legge 242/2016 ha quindi autorizzato la coltivazione della pianta, e non solo, prevede di erogare contributi a chi svolge ‘attività di ricerca relativa alla utilizzazione della canapa in tutti gli ambiti possibili, in particolare nel campo alimentare, cosmetico e della bioedilizia’ e ‘attività di informazione finalizzata alla diffusione della conoscenza delle proprietà della canapa e dei suoi diversi utilizzi nei settori agroalimentare e industriale'”.

 

Insomma pure una Regione fortemente leghista ritiene che quella della canapa sia agricoltura vera, al contrario di quello che pensa Salvini. “Il punto è che senza l’emendamento bloccato oggi – continua Drogo – c’è il rischio che chi coltiva la suddetta pianta possa venire sanzionato perché appunto la Cannabis legale contiene quello 0,5% di THC che nelle tabelle del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope non viene menzionato. Di fatto un giudice veneto potrebbe decidere che una pianta con lo 0,3% di THC possa essere considerata sostanza stupefacente e quindi sequestrare il campo o il raccolto. Un paradosso? Più che altro il frutto della completa ignoranza (e magari una buona dose di malafede) di Salvini sulla materia”.

 

Ti potrebbe interessare anche: Cannabis light: cosa cambia con la nuova sentenza della Cassazione