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Sanremo, parla Berlusconi: “Canzoni tutte boiate. Meglio quelle che scrivo io”

Sulla questione Sanremo, alla fine, arriva a dire la sua anche Silvio Berlusconi. Durante la trasmissione Pomeriggio 5, in un’intervista a Barbara D’Urso, il leader di Forza Italia parla a tutto campo. E il Festival di Sanremo non gli è piaciuto per niente: “Io scrivo canzoni – spiega – e quest’anno sono tutte boiate”.

Anche qui, quindi, opinioni diverse da Salvini che tifava per Ultimo e si è trasformato in critico musicale durante le cinque serate della kermesse. Poi si inizia a parlare di politica e nonostante il sorriso smagliante, il tono è decisamente cupo.

“Affidando il governo al Movimento 5 Stelle, gli italiani sono usciti di testa, ma non sembrano accorgersi del dramma che incombe sul Paese. Ovunque vado mi fermano, mi salutano, si fanno le foto con me. Poi però, quando si tratta di votare, quante persone scelgono me? Mi vergogno di dirlo: 5-6 italiani su 100”. L’ex premier ricorda “l’età dorata”, quando era lui a Palazzo Chigi, la politica fiscale era più leggera, le relazioni internazionali efficaci e vigorose.

Poi snocciola gli errori del governo M5S-Lega: lo stop all’Alta velocità, imposto con “uno studio fatto apposta dai 5 Stelle, che sono contrari”; il reddito di cittadinanza, che per l’ex premier non funzionerà e sarà distribuito male; l’isolamento dell’Italia, evidente dalla recente rottura con la Francia e dalla cacofonia dell’esecutivo sulla crisi venezuelana. È un po’ come se l’azienda-Italia fosse stata affidata a manager incompetenti, spiega l’imprenditore Berlusconi.

Il dito viene puntato contro il il leader M5S Luigi Di Maio, “che non capisce niente del vertice dell’azienda”, e che “non ha mai lavorato, né studiato”. Nella speranza che gli elettori possano rinsavire, l’ex premier spiega che si candiderà alle prossime europee per “senso di responsabilità”. Vista la collocazione da capolista e l’elezione pressoché scontata, il Cavaliere ha già trovato l’appartamento che fa per lui a Bruxelles. Da lì, da europarlamentare, Berlusconi lavorerà per riportare al governo quel centrodestra che a livello locale “ha sempre vinto dal 5 marzo in poi”.

Quella è la maggioranza da cui ripartire, e al suo interno Forza Italia gioca un ruolo fondamentale perché è “la vera depositaria di tutti i valori dell’Occidente”. Resta il problema che Matteo Salvini, leader della Lega, non sembra intenzionato a tornare all’ovile. Ma su questo Berlusconi non parla. Il Carroccio non viene mai menzionato esplicitamente, se non quando l’attuale esecutivo viene definito una “macedonia”, per di più “uscita male”.

 

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