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Scuola ai tempi del Covid: “Bocciate mia figlia disabile, da marzo è stata abbandonata dalla scuola”

Il Covid-19 ha rivoluzionato l’intero sistema scolastico italiano: sospensione delle attività didattiche, didattica a distanza per scuole di ogni ordine e grado, esami e lauree si svolgono in videoconferenza. L’apprendimento attraverso l’utilizzo della didattica online non è però semplice per tutti. Bambini e ragazzi con capacità ridotte e disabilità, trovano infatti non poche difficoltà di apprendimento, specialmente se la scuola non li riesce a seguire a dovere nonostante la distanza. Come la testimonianza della madre di Beatrice, dieci anni, affetta da una grave forma di epilessia farmaco-resistente, che ne ha compromesso anche le capacità cognitive: “La sua scuola l’ha abbandonata. Se viene promossa in quinta elementare non riuscirà a recuperare le lacune accumulate”. Prima del lockdown la piccola frequentava la quarta C presso la Scuola Primaria Antonio Scarpa di Milano. Da quando è cominciata l’emergenza Covid-19 Beatrice non ha più visto un insegnante: a detta della mamma, che ha rilasciato un’intervista al Corriere della sera, la giovane allieva è stata lasciata sola dalla scuola, nonostante la sua disabilità.

La piccola usufruisce di un Piano Educativo Individuale (PEI), ha un insegnante di sostegno in classe e un’educatrice per aiutarla nelle autonomia personali: la scuola non ha mai contattato la mamma per fare modifiche al piano educativo, dato l’isolamento allora in corso. “Ci sono state inviate dall’insegnante di sostegno delle schede che abbiamo cercato di far compilare a Beatrice. Non ci è mai stato chiesto di restituire sia per compensare la bambina dell’impegno che, nel contempo, per offrire ai suoi insegnanti un qualche elemento di valutazione. Anzi a mia esplicita richiesta, mi è stato detto che non era necessario restituirle”, ha dichiarato la signora al Corriere.
“Beatrice lo ha capito che quel lavoro non interessava ai suoi insegnanti e non ha più voluto farlo. A nulla sono valse le richieste che ho rivolto all’insegnante di sostegno per sollecitare un contatto tra Beatrice e i suoi insegnanti curriculari», ha insistito. Neppure il preside ha voluto sentire le ragioni della mamma di Beatrice: «A nulla sono valsi i tentativi di affrontare la questione con il dirigente scolastico che ha sempre rifiutato di darmi le informazioni che mi sono dovute e, in particolare, sulla base di quali criteri e rispetto a quali obiettivi Beatrice avrebbe dovuto essere valutata”.In sostanza, secondo la madre, “Beatrice è stata abbandonata. “Del resto – ha aggiunto la donna – questo è il destino dei più deboli quando la strada si fa impervia. Un fatto è certo: quest’anno scolastico per Beatrice si è concluso il 21 febbraio”. Per questo chiede una bocciatura programmata. “Essere bocciata è quello che le serve perché, a causa della sua disabilità, Beatrice non ha una capacità di recupero paragonabile a quella degli altri bambini e, nelle sue condizioni, non avrebbe la possibilità di affrontare la quinta classe e coprire le distanze che la separano dal raggiungimento degli obiettivi del PEI. Una promozione in questa situazione sarebbe un danno oltre che una beffa per una bambina che, priva delle competenze che avrebbe dovuto acquisire nel corrente anno, dovrebbe recuperare quelle e, contemporaneamente, affrontare l’acquisizione delle nuove senza possedere gli strumenti per fare né l’una cosa né l’altra”.

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