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Letta contro Putin: “Una vena di follia in quello che sta facendo”

Enrico Letta ha le idee chiare su Vladimir Putin: il presidente russo è un folle. Ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita, il segretario del Pd utilizza parole durissime per condannare l’aggressione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo. Nella sua analisi, però, entra anche il ‘fattore follia’ dalla quale Putin sarebbe affetto.

Enrico Letta contro Putin

Formigli domanda al segretario del Pd se si stia rischiando davvero di finire sul “baratro della terza guerra mondiale” se Putin dovesse decidere di attaccare anche i paesi baltici. “Quello che più preoccupa in questa vicenda è che sembra esserci una vena di follia in quello che Putin sta facendo. – va subito al sodo Enrico Letta – Cioè, non sembra esserci una razionalità. Perché la razionalità non conduce a quello che lui sta facendo, perché è molti difficile che lui ottenga risultati”.

“È molto difficile che li ottenga senza avere dei danni pesantissimi. – ragiona ancora Letta – La Nato già confina con la Russia. Quindi c’è qualcosa di più, che è un istinto…insomma mi viene soltanto di parlare di venatura di follia, che ha sostanzialmente a che vedere con la ricostituzione dei vecchi confini dell’Unione sovietica. Perché è tutta una teoria che si sviluppa da tempo. Dall’Ossezia del Sud, alla Abkazia, alla Transnistria ed il Donbass”.

“Evidentemente tutto questo è estremamente problematico, complicato. – prosegue Enrico Letta – E lascia intendere un fosco avvenire. Credo che la reazione oggi debba essere la più dura possibile. Mettere sanzioni durissime oggi significa pagare un costo. Per pagarlo, serve l’estensione della sospensione del Patto di Stabilità per il tempo di questa vicenda. Da un lato c’è un contendente abituato a fare la guerra. Dall’altro l’Occidente, la Nato, la Ue, che non è più in grado di sopportare la guerra e ciò che comporta. Credo ci vogliano delle sanzioni senza precedenti, ma con la sospensione del patto di stabilità. Quando sono in discussione i principi di libertà e democrazia, tutto il resto è in secondo piano”, conclude.

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