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“Senza razzismo non c’è libertà”: parola di un coordinatore della Lega

Di frasi bizzarre, difficili da catalogare come provocazioni o semplici castronerie, ne abbiamo lette tante nel corso di questi mesi di grande confusione. E le recenti proteste anti-razziste nate in America e poi arrivate in tutto il mondo hanno avuto, in mezzo a tanti meriti, anche il difetto di scatenare la fantasia di certi presunti geni della tastiera. Tra questi, il coordinatore della Lega negli Stati Uniti Matteo Gazzini, che si è lanciato in un’ardita teoria: senza il razzismo non ci può essere libertà d’espressione.

Sì, il concetto espresso è più o meno questo. Gazzini, che era stato candidato del Carroccio nella circoscrizione estero senza riuscire a farsi eleggere, ha spiegato su Facebook: “Non ci può essere libertà se non si permette ad una persona di essere razzista. Il problema non è il razzismo, ma la discriminazione che il razzismo crea e questo è inaccettabile in una società civile”.
Difficile far capire a Gazzini che l’esistenza dei razzisti è proprio figlia della libertà che la democrazia concede. E che non criticarli sarebbe però, d’altronde, inaccettabile in una società che garantisce a tutti gli uomini e le donne del mondo uguali diritti, senza eccezioni. Nel dubbio, il candidato leghista ha cercato di precisare (finendo per combinare un altro guaio): “”Il razzismo è un male ma nonostante questo, rimane un’opinione personale”.Scontata la rabbia (mista a sconcerto) degli utenti, che si sono subito scatenati nel commentare il post tentando invano di far tornare l’autore sui suoi passi. Tempi duri, insomma, per chi si siede con troppa facilità al pc per dare sfogo ai propri pensieri. Senza, magari, fermarsi almeno dieci secondi a pensare.

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