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Sgarbi contro la mascherina: “È solo un simbolo, non cambio la mia da mesi”

Continuano le polemiche in Parlamento, dopo che nei giorni scorsi era stato il fronte dei “negazionisti del coronavirus” a finire nella bufera soprattutto dopo le parole del tenore Andre Bocelli. Il deputato e critico d’arte Vittorio Sgarbi ha continuato infatti a portare avanti la sua battaglia contro l’uso della mascherina, negando che possa essere una misura di protezione utile contro il Covid e scatenando ancora una volta la rabbia di tanti utenti.

Sgarbi stavolta ha protestato intervenendo in commissione Cultura alla Camera contro il dispositivo di protezione durante l’audizione del commissario straordinario Domenico Arcuri sul contrasto all’emergenza sanitaria nelle scuole. “Queste mascherine che noi continuiamo a portare in Parlamento, come un’infinita farsa, hanno un’efficacia reale? Durano quattro ore o anche di più? Dobbiamo stabilirlo, altrimenti ne servirebbero un’infinità, e parliamo di una spesa colossale per una cosa probabilmente non necessaria che noi portiamo sulla base di un infingimento collettivo”.
Arcuri aveva detto che il suo ufficio avrebbe fornito “ogni giorno 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite, ogni giorno, a tutto il personale scolastico e non scolastico”. Sgarbi ha quel punto prendendo la parola ha obiettato che “sarebbe fondamentale che un bambino sapesse se quella mascherina serve o se è addirittura dannosa”, e ha aggiunto che “dato che nessuno mi ha dato regole, porto la stessa mascherina da almeno un mese, senza cambiarla. E né voglio cambiarla”.“La mascherina è un simbolo, non è un dato reale – ha aggiunto Sgarbi – Nessun medico ci ha detto di indossarla. Alcuni medici ci hanno detto espressamente che serve solo in ambito sanitario. Dobbiamo prendere per il culo i bambini?”. A quel punto il presidente della Commissione ha invitato il parlamentare del gruppo Misto alla calma. Ma Sgarbi ha replicato utilizzando un linguaggio scurrile. A quel punto la seduta è stata interrotta.

Luigi Gallo, deputato del Movimento cinque stelle e presidente della commissione Cultura a Montecitorio ha denunciato l’episodio su Twitter: “Ancora una volta Sgarbi utilizza il Parlamento e la commissione Cultura come suo palcoscenico personale per poi proseguire con la giostra delle ospitate Tv a danno del Paese, della scuola e della chiarezza che l’istituzione deve fornire alle famiglie in un momento così delicato”.

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