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Uragano Sgarbi nel centrodestra: “Raddoppio i voti di FI e divento sultano del partito”

Vittorio Sgarbi parla per stupire. Nel bene e nel male. Stavolta entra nel merito delle imminenti elezioni in Emilia Romagna e parla del suo futuro all’interno di Forza Italia. “Voglio il voto delle donne, dei giovani, perché Silvio ha la sua età, il voto a lui è commemorativo”. Sgarbi si apre in un’intervista a Paola Di Caro pubblicata oggi sul Corriere della Sera. Il sindaco di Sutri sarà alla guida della lista di Forza Italia in quell’Emilia-Romagna in cui i sondaggi mettono paura: “Veramente sono deputato, sindaco di Sutri, prosindaco di Urbino, presidente del Mart di Rovereto, della Fondazione Canova, di Ferrara Arte… E questa è una campagna elettorale breve e intensa, la faccio per amicizia con Silvio Berlusconi e perché politicamente è una sfida importante”.

E ardua. “Il mio obiettivo è raddoppiare i voti che ad oggi sono attribuiti a FI, e contribuire alla vittoria: in quel caso, il governo avrebbe i giorni contati”. E quindi non si troverebbe ad optare tra la Camera o il Consiglio regionale perché si andrebbe al voto… “Esatto, ma la battaglia oggi è altra”. Raddoppiare i voti? “E non solo sul piano regionale, ma nazionale. Con una FI al 10%, sulla linea di FdI, la coalizione supererebbe il 50%. E a quel punto potrei candidarmi alla leadership. Visto che non lo fanno le donne, che subiscono il ruolo del Sultano che è sempre stato Silvio e non colgono l’occasione…”.

Che c’entrano le donne? La risposta di Sgarbi: “Sono una delle ragioni del declino del partito: ossequiano il leader, non lo spronano, lo frenano, lo assediano. Avrebbero mille modi anche di combattere battaglie popolari, non lo fanno. Ne dico una: perché non prendono le parti di Rula Jebreal? Una donna che viene dal mondo islamico e ne denuncia la condizione: va sostenuta, ne va fatta una bandiera. Niente, silenzio”. E quindi si candida lei. “Se si vuole un sultano, ci sono io. Voglio il voto delle donne, dei giovani — perché Silvio ha la sua età, il voto a lui è commemorativo —, dei tantissimi delusi del M5S, di chi mi ascolta e mi apprezza. A 67 anni piaccio moltissimo pure ai bambini: perché mando a quel paese tutti, perché dico ‘capra, capra, capra!’, mi riconoscono, mi seguono”.

Sì, ma forse non basta per rilanciare Forza Italia, no? “Ma io voglio farne il partito del bello, dell’arte, della cultura, della difesa della natura, della conoscenza, delle lotte libertarie, laiche: c’è tanto spazio per questi temi che né Salvini né la Meloni occupano. Voglio fare l’Italia Nostra della politica». Fa campagna elettorale parlando di bellezza? “Sì, molto: voglio andare dappertutto, indicare tutte le meraviglie nascoste di questa regione. Io sono di Ferrara, ho studiato a Bologna, conosco ogni gemma di qui. E di tutta Italia. Dobbiamo riscoprire il tesoro che c’è, valorizzarlo. Questo Paese ha bisogno che si parli di Michelangelo, di Leonardo, che ci si apra alla bellezza”. E se lo dice Sgarbi…

 

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