Interni

Silvia Romano nuda in strada: un video fake per continuare la campagna d’odio

Una storiaccia tutta italiana che non vuole saperne di terminare, quella che ha avuto come protagonista sfortunata e involontaria Silvia Romano, tornata nel suo Paese dopo 18 mesi di prigionia e travolta da un’ondata di veleni, critiche e accuse che non sarebbero state riservate, forse, nemmeno a un criminale. Accusata di essersi convertita all’Islam, come fosse una colpa e non una semplice scelta di fede. Con il sospetto, avanzato da più parti, che potrebbe essere d’accordo con i suoi rapitori, quelli che hanno intascato nel frattempo i soldi del riscatto. Follie, ricostruzioni deliranti, ipotesi senza lo straccio di una prova.

Si è dovuti arrivare alla chiusura del profilo social della giovane, su consiglio delle forze dell’ordine che nel frattempo hanno anche avviato un’indagine per fare chiarezza sulle minacce e gli insulti arrivati dall’etere (tra le persone coinvolte ci sarebbe anche Vittorio Sgarbi, politico e critico d’arte che ha invocato l’arresto della ragazza in un momento, probabilmente, di scarsa lucidità). Immancabili poi, come sempre, le bufale.
Tra queste, una ha iniziato a circolare nelle ultime ore e ha riscosso un discreto successo social, nonostante si tratti di notizia totalmente falsa: un video che mostra una ragazza completamente nuda avvicinarsi a delle persone di colore in un vialetto pubblico. “È lei, è Silvia Romano… Ma ti rendi conto?” è uno dei tanti messaggi che si leggono in mezzo a condivisioni e like. Un ulteriore tentativo di demolire, chissà perché poi, l’immagine della ragazza.
La sequenza non riprende affatto la Romano, in realtà, ma una fanciulla valdostana che nel 2017 a Bologna aveva dato luogo ad una performance esibizionista, per la quale era stata tra l’altro anche multata. Eppure in molti continuano a ignorarlo e attaccano: “Ecco per chi abbiamo speso i nostri soldi”. Tutto falso, sempre che importi a qualcuno. E che lo sport non sia diventato semplicemente inventare pur di iniettare altro veleno.

Aiuti di Stato, ok dell’Ue. Ma la Germania può contare su 1000 miliardi, l’Italia su 300