Esteri

Siria, il papà che inventa giochi per non far spaventare la figlia sotto le bombe

Un papà speciale, una figlia da proteggere, dei bombardamenti schifosi e ingiusti che stanno per arrivare. In Siria la guerra e le bombe non risparmiano nessuno, e così Abdullah Al-Mohammad, papà di Selva, una bimba di quattro anni, in questi giorni ha intenerito il mondo del web. E non solo. Abdullah, infatti, ha deciso di inventare un gioco per distrarre sua figlia e non farle provare paura ogni volta che su Idlib viene lanciata una nuova bomba. “Stavolta è un aereo o è un proiettile?”, chiede lui alla bambina. “Un proiettile”, risponde la figlia nel video, pubblicato su Twitter da Mehmet Algan, ex deputato del Partito della Giustizia e dello Sviluppo turco della regione di Hatay. “Sì, e quando arriverà, rideremo”, dice ancora Abdullah.

Come racconta TPI, sono le poche, semplici regole del “gioco delle risate”, come è stata ribattezzata questa semplice iniziativa di un padre che cerca in tutti i modi di rendere più sopportabile l’orrore della guerra in Siria alla figlia. Intervistato da Sky News, l’uomo ha spiegato che ha deciso di inventare questo gioco “per prevenire il collasso dello stato psicologico” della piccola ed “evitare che venga colpita da malattie legate alla paura”.

“Non capisce cosa sia la guerra – ha concluso – e io le faccio credere che i rumori provengano da armi-giocattolo”. La famiglia di Abdullah è stata costretta a fuggire dalla propria casa a Saraqib, a est di Idlib, e ha dovuto trasferirsi nella casa di un amico a Sarmada. Ma la salvezza, visto il numero di bombe lanciate nella zona, è ancora lontana.

Sono circa 900mila i civili sfollati nella Siria nord-occidentale in seguito all’offensiva governativa e russa contro gruppi anti-regime sostenuti dalla Turchia. È il nuovo bilancio aggiornato dell’Ufficio del coordinamento umanitario dell’Onu (Ocha), secondo cui dal 1 dicembre scorso a oggi sono circa 900mila gli sfollati, in larghissima parte donne e bambini. Nei giorni scorsi, il bilancio era di 800mila persone.

 

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