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Sondaggi, agosto nero per la Lega: è crollo. E Conte resta il leader più amato

Con il primo settembre si archivia agosto e l’estate politica. E i sondaggi politici di SWG, presentati al Tg La7 da Enrico Mentana, illustrano un ulteriore calo della Lega che nel periodo dal 3 agosto al 31 agosto è calata di altri 0,2 punti percentuali. Non sorride neppure il Movimento 5 Stelle, che perde più di mezzo punto con un calo dello 0,6. Bene invece il Partito Democratico che registra un più 0,4. Come sta accadendo già da diversi mesi, quello che il Carroccio lascia per strada viene raccolto da Fratelli d’Italia, che in un mese recupera lo 0,2. Il travaso dalla Lega a FdI è dunque continuo e stabile. Giorgia Meloni sta lentamente prosciugando Matteo Salvini.

A livello di coalizione, complessivamente lo schieramento di centrodestra in questi sondaggi sulle intenzioni di voto raccoglie il 47 per cento anche grazie a Forza Italia che recupera lo 0,3. Tra gli altri partiti Azione di Calenda e Italia Viva si bilanciano, il primo perde lo 0,1 il secondo lo recupera per finire in pareggio con il 3,2 per cento. Nessun dubbio, invece, sulla figura del leader: Giuseppe Conte resta il politico più amato dagli italiani con un gradimento del 60%, seguito dal presidente del Veneto Luca Zaia e dall’ex numero 1 della BCE Mario Draghi che a questo punto entra prepotentemente in corsa. Più distanti Giorgia Meloni, Vincenzo De Luca e Paolo Gentiloni. Solo nono nella classifica di gradimento, secondo il sondaggio, Matteo Salvini, undicesimo il segretario dem Nicola Zingaretti.

Per quanto riguarda i partiti, la Lega è ancora quello che ottiene i maggiori consensi, ma per il Carroccio continua, come si diceva, la fase di calo. Infine, in vista del prossimo referendum sul taglio dei parlamentari, ben l’82% degli aventi diritto al voto è intenzionato a scegliere il Sì. Sono questi i dati più interessanti emersi dai sondaggi realizzato da Demos & Pi per Repubblica nei giorni 24-26 agosto 2020.

Se tra i costituzionalisti, gli esponenti della cultura e alcuni politici di peso (come Romano Prodi) aumentano i consensi verso il No, la partita sembra già vinta dal Sì. Una quota che sale al 91% tra gli elettori del Movimento 5 stelle e all’89 tra quelli della Lega. Anche l’84% dei simpatizzanti di Forza Italia voterebbe Sì, mentre tre elettori su cinque del Pd approvano la riforma. Tra coloro che hanno un basso titolo di studio, il quesito referendario è approvato da ben il 97%, dato che si abbassa al 77% tra le persone con un alto grado di istruzione.

 

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