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Con il partito di Conte sarebbe testa a testa giallorossi-centrodestra. Quanto vale

Mentre continuano le trattative e gli intrecci per uscire dalla crisi di governo innescata da Matteo Renzi, i sondaggi vanno avanti e si preparano in vista delle prossime elezioni. Se si votasse oggi, un ipotetico partito di Giuseppe Conte potrebbe contare sul 16% dei consensi, piazzandosi subito dopo la Lega tra gli schieramenti politici più votati. Lo rivela l’ultimo sondaggio condotto da Swg per La7 – ripreso dal Fatto Quotidiano – che certifica la popolarità del premier anche in questa fase di instabilità di governo dovuta alla crisi aperta da Italia viva.

“Il bacino potenziale di voti di Conte attinge per un terzo dagli indecisi/astenuti, il 5% arriva dal Movimento 5 stelle, il 4% dal Pd, lo 0,7% dal centrodestra e l’1% da altri partiti. La conseguenza è che quasi tutte le forze che compongono l’attuale maggioranza vedono ridursi il proprio elettorato: il Partito democratico, stabile nelle ultime settimane intorno al 20%, in questo scenario è dato al 15,4%. I pentastellati scendono addirittura a pochi passi dalla soglia psicologica del 10% (10,1), mentre rimane pressoché invariato il consenso per la sinistra di Leu (3,9%)”.

La somma dei loro voti, però, unita al 16% su cui al momento può contare il premier, garantirebbe ai giallorossi di giocarsi la partita per tornare a Palazzo Chigi. “Messi insieme, i quattro partiti raggiungono il 45,4%. Il centrodestra, invece, è dato al 43,1%: la Lega resta primo partito, ma è in calo al 21,8%; Fratelli d’Italia si mantiene stabile al 15,9%, scavalcando il Pd in questo particolare scenario, mentre Forza Italia non va oltre il 5,4%. Lo scarto tra giallorossi e centrodestra, anche se risicato, è una novità rispetto a tutti i sondaggi elettorali condotti negli ultimi mesi: finora la coalizione di Lega-Fdi-Fi è sempre stata data per vincente con un ampio distacco di voti”.

Ai margini dei due grandi schieramenti ci sono il partito di Carlo Calenda, Azione, che viene dato al 3,7%. Italia viva di Matteo Renzi, invece, paga lo scotto della crisi di governo ed è ferma al 2,8%, al di sotto della soglia di sbarramento prevista dall’attuale legge elettorale. Se si votasse oggi, quindi, il leader di Iv sarebbe fuori dal Parlamento. La somma di tutti gli altri partiti è data al 5%, mentre il 36% degli intervistati da Swg non si esprime. La rilevazione, fa sapere l’istituto, è stata condotta su un campione di 1.200 soggetti tra il 15 gennaio e il 19 gennaio 2021. Il margine di errore è del 2,8%. Conte, dunque, è pronto per il grande passo?

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