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Covid, sondaggio: “Per il 74% degli italiani il governo ha gestito bene la crisi”

Il 74% degli italiani giudica positivamente il modo con cui il governo ha gestito l’emergenza Covid, uno dei valori più alti fra le grandi economie avanzate, anche se lontano dai record di Danimarca (95% di approvazione all’esecutivo) e Australia (94%). Lo ‘certifica’ un sondaggio condotto in 14 Paesi dal Pew Research Center, che fissa la media dei giudizi positivi al 73% (quindi con l’Italia perfettamente in linea) anche se con due evidenti eccezioni: Stati Uniti e Regno Unito, dove la gestione dell’emergenza è clamorosamente bocciata, con un giudizio negativo espresso rispettivamente dal 52% e 54% degli intervistati.

Non solo, gli Usa vantano il record di persone (ben il 77%) che ritengono che la pandemia Covid abbia esacerbato le divisioni politiche, con una netta maggioranza di repubblicani che approva la gestione Trump e un’altrettanto netta parte di democratici che la boccia senza appello. Meno forti – anche se non irrilevanti – le differenze di giudizio in Italia dove il livello di approvazione è negli elettori vicini alla maggioranza giallorossa 18 punti più alto che in quelli che votano per partiti dell’opposizione (negli Usa la distanza è di ben 51 punti).

Quanto al livello complessivo di approvazione, comunque, il 74% raccolto dal governo Conte è ben superiore al 59% raccolto in Francia da Macron e al 54% dello spagnolo Sanchez: quasi un plebiscito – 88% – per la gestione dell’emergenza Covid della cancelliera tedesca Angela Merkel. Un altro punto esaminato dal sondaggio è stato il livello di ‘divisioni’ che la pandemia si lascia dietro: e qui l’Italia – nonostante la convinzione solo del 45% degli intervistati che il virus abbia reso il Paese più unito rispetto a prima – si mostra fra i più ottimisti. Nella stessa Germania, questo dato è al 39% (come in Francia) mentre negli Usa solo il 18% è convinto che il Paese uscita dalla crisi più coeso.

Anche qui, è un trionfo per la Danimarca (72%) dove la tradizione di cooperazione fra i partiti in situazioni di crisi ha creato un ambiente di unità nazionale. E sempre il paese nordico è quello dove il maggior numero di persone (il 73%) ritiene che la pandemia abbia modificato ‘poco o per nulla’ la propria vita quotidiana. Nell’Italia del ‘tutti a casa’ invece sono solo il 44% anche se – pur con la loro quarantena molto ‘blanda’ (e criticata) – in Europa sono gli svedesi (77%) i più sconvolti dalle modifiche alla propria vita di tutti i giorni.

 

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