Tecnologia

Lo spazio si apre al business multilevel

Per circa 50 anni, l’innovazione spaziale ha significato ridimensionare le tecnologie dell’era Apollo in satelliti sempre più grandi e durevoli. Stazioni spaziali altamente specializzate, difese militarizzate e licenziamenti stratificati si sono negli anni avvicendati in progetti sempre più imponenti, costati miliardi di dollari e progettati per durare 40 anni o più al di là delle loro previsioni iniziali. Migliaia e migliaia di ingegneri aerospaziali sono stati impiegati per creare qualcosa che andasse al di là della semplice progettazione, raggiungendo talvolta più la fantascienza che la scienza stessa.

Al volgere del secolo, non importava più che l’orbita somigliasse a un parcheggio dello stadio nella domenica del Super Bowl. Internet ha completamente rovesciato e mandato in bancarotta l’industria spaziale commerciale, i cui costosi satelliti plurisecolari non potevano più competere con i mezzi terrestri per spostare le informazioni da un luogo all’altro del globo. E quando una decina di anni fa la crisi finanziaria ha iniziato a colpire tutta l’economia globale, costringendo a rivedere i bilanci governativi che finanziarono la maggior parte dell’esplorazione spaziale, la cancellazione della NASA dei suoi programmi di punta sembrò determinare la fine di un periodo a dir poco glorioso.

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Le nuove tecnologie e le sfide innovative

La comunità spaziale era quindi molto scoraggiata; nessuno si aspettava l’esplosione di un nuovo ecosistema imprenditoriale, che adesso promette opportunità senza precedenti nello spazio e rompe le barriere del commercio extra-terrestre. La prospettiva di colonizzare la Luna, Marte e altri pianeti sembra oggi sempre più vicina e realizzabile.

La colonizzazione spaziale iniziò nel 1957 con il lancio di Sputnik, seguito dal monumentale programma Apollo, che approdò sulla Luna sotto gli occhi di mezzo mondo.

Questo approccio monolitico ha dominato le missioni spaziali per decenni … fino a poco tempo fa. Nel 2010, Luke Geissbühler e suo figlio Max hanno annunciato un nuovo modello per l’esplorazione dello spazio: attraverso un pallone meteorologico dilettante, hanno trasportato un iPhone 19 miglia sopra la superficie della Terra, catturando immagini spaziali meravigliose come fanno i più costosi satelliti. L’esperimento della coppia ha sfruttato il basso costo dei telefoni cellulari prodotti in serie, tra cui le batterie, le antenne, le radio, gli accelerometri e le telecamere costruendo le fondamentali dei satelliti commerciali.

Tutto ciò avviene insieme ad altri esperimenti, come il progetto collaudato dagli ingegneri DARPA, che hanno codificato il protocollo Internet, anche se inizialmente questi studenti non avevano commesso l’impatto della loro invenzione. CubeSats ha fatto capire loro che la vera scalabilità non viene dai satelliti più grandi, ma da quelli più piccoli ed economici, e improvvisamente, in soli 5 anni l’intera industria spaziale è stata completamente stravolta.

La Silicon Valley ha quindi deciso di investire sposando la nuova mentalità secondo cui lo spazio è meglio colonizzato da computer più piccoli, più economici e più veloci, favorendo cosi i team di ingegneri imprenditoriali. Centinaia di startup stanno ora sfruttando i risparmi per colonizzare in maniera più concreta lo spazio.

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Un nuovo ecosistema

La rivoluzione dei microsatelliti richiede però un nuovo ecosistema per supportare gli operatori di queste costellazioni. Di gran lunga il più importante e difficile da procurarsi è il lancio, perché tutti i programmi per missili sono stati progettati molto tempo fa per trasportare enormi carichi costosi in orbita geosincrona. Adesso, sulla scena, ci sono nuovi attori estremamente più preparati come Virgin Orbit  e Rocket Labm, che promettono trasporti economici e frequento.

Ma gli operatori di ultima generazione hanno anche bisogno di stazioni di terra, software di controllo missione, localizzazione satellitare, analisi dei dati, spazio Wi-Fi e altro ancora.  Per questo necessitano di sottosistemi specializzati, amplificatori, antenne ad allineamento graduale, propulsione miniaturizzata, materiali, pannelli solari estensibili e batterie. E gli innovatori nella produzione additiva come Velo3D consentono a SpaceX e Rocket Lab di progettare e stampare in 3D motori molto più efficienti di quelli costruiti tradizionalmente.

Le compagnie spaziali ora assecondano progetti più economici, migliori e più veloci.

In altre parole, lo spazio è aperto agli affari. Gli imprenditori stanno raggiungendo l’ultima frontiera, dove la controversa Legge di Moore (che riguarda elettronica e informatica) ha scatenato opportunità concrete e durature. È così che l’umanità è avviata a colonizzare la luna, gli asteroidi, Marte e altri pianeti, attraverso un ecosistema commerciale infinitamente più potente di qualsiasi singola azienda o governo.