Start Up & Imprese

Start-up: 4 motivi per cui avviarla in Italia può essere un incubo

Quando si parla di Start-up è bene sapere che ci sono ben 4 motivi per cui avviarle in Italia può essere un incubo.
Non si può nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi ed evitare di guardare in faccia alle problematiche che si dovranno affrontare lanciando il proprio business. E’ meglio, invece, compiere una accurata analisi di scenario, cercare di comprendere cosa potrebbe remare contro la propria idea imprenditoriale e trovare vantaggiose soluzioni per dare il via alla propria scalata verso il grande successo.
E’ quindi importante fare i conti con il fatto che in Italia, rispetto ad altri Paesi, per avviare una Start-up ci si debba scontrare con: la burocrazia e con altri tre fattori molto importanti. E’ però proprio legato al discorso riguardante la burocrazia e l’impossibilità di ricevere i giusti finanziamenti che gli esperti parlano anche di un sentimento crescente di sfiducia e disfattismo e di un senso di impotenza. Gli imprenditori sentono di aver le mani legate contro i lunghi tempi d’attesa per ottenere i permessi necessari e soprattutto la corruzione.

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Start-up: 4 motivi che spingono a rinunciare

Sono 4 i motivi che remano contro gli imprenditori spingendoli a rinunciare a creare una nuova Start-up. Quali?
In primis la colpa è da attribuire alla burocrazia. Ci sono tanti, troppi documenti da compilare. Come se non bastasse ad essi si aggiungono i diversi uffici in cui recarsi per richiedere i permessi necessari. I temi d’attesa si prolungano a dismisura e portano chiunque tenti a perdere fiducia e a mettere in dubbio la possibilità di arrivare a raggiungere il proprio obiettivo. Ciliegina sulla torta? La difficoltà di chiedere e ricevere finanziamenti per avviare la propria impresa e tramutare in realtà la propria idea imprenditoriale. Se ci si organizza nel migliore dei modi non è impossibile superare queste difficoltà. Studiando un piano d’attacco ben preciso che preveda una lista dei documenti da presentare e dei permessi da richiedere con le varie tempistiche e modalità si può cercare di risparmiare tempo e denaro mettendo in campo una strategia ad hoc. Ci sono, infatti, nuovi strumenti tecnologici che hanno aiutato a snellire la burocrazia e ad accorciarne i tempi.
Secondo problema? La mancanza di un incubatore nazionale. In Italia non esiste un posto come la Silicon Valley. Il PoliHub Polytech, gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano con il sostegno del Comune di Milano, e Luiss Enlabs, un acceleratore certificato dal governo con sede a Roma, non riesco ancora a dare, secondo alcuni studiosi, la spinta necessaria al mondo delle Start-up affinché queste crescano e si moltiplichino.
Terzo problema? Come evidenziato nel rapporto ISTAT del dicembre 2017: “il quadro informativo integrato sull’uso delle tecnologie TIC da parte dei cittadini e delle imprese mostra un uso sempre più diffuso e avanzato di queste tecnologie nelle attività economiche e nella vita quotidiana“. Peccato però che permanga: “un divario significativo rispetto agli altri paesi dell’UE, in particolare per l’uso dell’e-commerce come canale per l’acquisto e la vendita di beni e servizi“. Gli italiani guardano con un occhio scettico l’e-commerce e questa sfiducia rivolta alle più moderne tecnologie e ai cambiamenti del mercato li porta a rimanere un passo indietro rispetto agli europei.
Ultimo motivo? Poca flessibilità della forza lavoro. Chi lavora nelle Start-up deve essere pronto a cambiare tutto da un momento all’altro, abbandonare un posto e reinventarsi completamente.

Start-up: come superare la sfiducia

Un buon imprenditore deve rischiare: una volta presi in considerazioni i problemi e i punti critici di avviare una Start-up, deve studiare tutte le soluzioni da mettere in campo per cercare comunque di realizzare il suo progetto.
Esistono già numerose Start-up ed alcune hanno avuto già parecchio successo. Perché non tentare?
Studiando con attenzione un buon piano d’attacco si può raggiungere davvero il proprio obiettivo.
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