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Come ti sfascio la maggioranza: la trappola di Berlusconi, Salvini e Di Maio raggirati e di nuovo uno contro l’altro

C’è un Silvio Berlusconi drastico, risoluto, che a parole si augura la fine del governo gialloverde “per il bene degli italiani”. E un altro meno appariscente ma più efficace che continua a ordire le sue trame per spaccare la maggioranza, nella speranza di arrivare il prima possibile alle elezioni anticipate. L’ultimo scontro tra le forze dell’esecutivo, all’ombra del Cavaliere, ruota tutto intorno alla pasce fiscale. La scorsa settimana, con la bozza del collegato fiscale, sembrava esserci stata una schiarita. Poi però è arrivato il clamoroso passo indietro di Salvini, spinto dalle testate di area berlusconiana a rivedere le proprie posizioni in materia. Attirandosi, così, a rabbia pentastellata. Stando a quanto scrive Il Fatto Quotidiano, il leader del Carroccio avrebbe infatti deciso di tornare all’idea originale di pace fiscale, quella più amata dall’elettorato di centrodestra. Ovvero, condono calcolato sull’intero ammontare delle cartelle esattoriali emesse tra il 2000 e il 2018, con uno sconto che comprenda anche l’imposta
evasa e non solo sanzioni e interessi. Quello che i media più lontani da Salvini e Berlusconi avevano definito un condono a tutti gli effetti, spingendo Di Maio a chiarire: “Vogliamo aiutare soltanto le persone che si sono trovate in difficoltà, che non potevano pagare le tasse e che si sono ritrovate bloccate in una spirale infernale da cui non si esce più. A condoni o scudi fiscali ci opporremmo, non siamo d’accordo, l’ho sempre detto”.Salvini aveva invece corretto il tiro poco dopo: “Il condono riguarderà tutti i debiti fino a 500 mila euro e sarà un intervento a saldo e stralcio non solo su interessi e sanzioni ma anche sul capitale. Non sarà una classica rottamazione ma un intervento a gamba tesa”. Proponendo poi anche l’aliquota: “Se hai un debito di 80 mila euro non è che se te ne chiedo 70 rateizzati. Tu me li dai ma, se te ne chiedo il 15 per cento, io Stato incasso quello che non avrei mai incassato e tu torni a lavorare e a pagarci sopra le tasse”. Dichiarazioni verso opposte direzioni, quelle dei due leader, che hanno riaperto le trattative. Con il Cavaliere, sullo sfondo, che se la ride e già pregusta lo scontro a tinte gialloverdi.

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