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Sull’asfalto del Pigneto, a Roma, i nomi dei migranti affogati nel Mediterraneo

Un’opera dedicata al ricordo di chi ha affrontato il viaggio della speranza in mare cercando una vita migliore senza però riuscire a raggiungere la sua destinazione, inghiottito dalle onde mentre tentava di sbarcare in Europa. Esistenze spezzate di colpo, volti e nomi che difficilmente qualcuno ricorderà mai. E ai quali è però dedicato il monumento di Fabio Saccomanni, in arte (S)ink, realizzata al Pigneto, a Roma.

Si tratta di un’immensa lista di nomi che sono stati scritti nella strada, un totale di 36.570 persone che dal 1993 sono annegate per tentare di passare quel pezzo di mare, il Mediterraneo, che le separava da una vita migliore. Le scritte rimarranno invisibili per la maggior tempo, così come invisibili sono stati questi migranti fino ad ora. Nei giorni di pioggia, però, emergeranno di colpo dall’asfalto, un modo per ricordare ai passanti quelle persone inghiottite dall’acqua. 
Un effetto che è stato reso possibile grazie a una speciale vernice utilizzata appositamente per comporre questo immenso monumento funebre. La prima parte dell’opera, che fa parte del progetto MArteVisiva (sezione della Biennale MArteLive), è stato lanciato il 10 dicembre in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani. L’opera, vera e propria denuncia delle politiche migratorie, sarà terminata entro il 20 giugno 2020 in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.“Pochi tra coloro che sono morti nel tentativo di raggiungere l’Europa hanno un’identità – ha spiegato l’artista – Nomi di donne, nomi di uomini, nomi di bambine, nomi di bambini. Molti, invece, sono rimasti senza nome, classificati come No Named. La stessa acqua che li ha sepolti li restituisce alla vista e alla nostra memoria. Li rende presenti. Sarà l’acqua a farceli ricordare ogni volta che piove. Camminare sotto la pioggia avrà la portata di un gesto di solidarietà, di vicinanza, di civiltà”.

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