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Sviluppo personale: 4 pilastri per essere efficaci

L’efficacia è uno degli obiettivi più importanti nello sviluppo personale. Parliamo di efficacia soprattutto nell’ambito di percorsi di crescita professionale, ma essere efficaci può aiutare molto anche nella vita privata, a stare meglio in genere perché in pace con se stessi. Quante volte ci siamo sentiti amareggiati perché non abbiamo raggiunto un obiettivo che ci siamo prefissati?
Lo sviluppo personale, in particolare in ambito business, è materia da oltre 30 anni studiata scientificamente negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni in genere, da dove provengono tutti i maggiori esperti e docenti. In Italia ha iniziato a guadagnare consensi più recentemente, anche per merito di alcuni giovani studiosi. Tra questi c’è sicuramente Andrea Giuliodori, cui va il merito di aver approfondito alcuni aspetti importanti dello sviluppo personale, tra cui, appunto, la ricerca dell’efficacia. Giuliodori, a partire degli studi dei maggiori esperti mondiali di sviluppo personale, individua quattro pilastri fondamentali di cui nessun percorso di sviluppo personale verso l’efficacia può fare a meno.

Il mantra

Avere un “mantra”, cioè un unico obiettivo (per volta) davvero importante. Secondo gli studiosi di sviluppo personale avere troppi obiettivi ci fa perdere di vista la loro importanza e, alla fine, rende molto più difficile la strada per raggiungerli. Il “mantra” è quindi il primo pilastro, un  obiettivo più importante degli altri, un traguardo da raggiungere con ogni mezzo possibile, senza che diventi un’ossessione o peggio ancora qualcosa di angosciante. Il mantra è dunque qualcosa verso cui si tende con tutte le proprie forze, perché il suo raggiungimento ci rafforza dal punto di vista interiore. Per definirlo vanno rispettate alcune regole, che sono poi i “pilastri” secondari del nostro percorso verso l’efficacia.

Le cose che controlliamo

Il secondo dei pilastri che ci conducono verso l’efficacia sono “le cose che controlliamo”, che i tecnici dello sviluppo personale definiscono “output”. In pratica sono le azioni necessarie per raggiungere un obiettivo. Si distinguono dagli outcome, ovvero i risultati, su cui invece non abbiamo pienamente controllo, o meglio, su cui possiamo incidere appunto agendo sugli output. «Per natura l’uomo si concentra sempre su ciò di cui non ha il controllo (i risultati) e questo è causa di demotivazione 10 volte su 10 quando questi risultati non arrivano», afferma Giuliodori. Come non demotivarsi quindi e restare “efficacemente” in linea con il nostro mantra? In questo caso occorre definire obiettivi basati esclusivamente sulle azioni su cui abbiamo il 100% del controllo (gli output). Un obiettivo che ti sei prefissato di raggiungere prevede l’intervento di qualcuno o qualcosa di cui non hai il controllo? Non sarà un obiettivo di un percorso efficace.

I risultati

Voi riuscireste a capire l’andamento di una partita di tennis senza che venissero segnati i punti durante la gara? E’ davvero molto difficile, se non impossibile. I risultati sono importanti, anche quando non vengono raggiunti, e quindi ne va tenuta traccia. Anche se stiamo lavorando al massimo delle nostre capacità, motivati e concentrati, capitano delle giornate difficili o negative in cui non riusciamo a raggiungere gli obiettivi giornalieri prefissati. Non raggiungere certi obiettivi entro il tempo stabilito è sì un passo falso, ma il vero errore è un altro: è ignorare il fatto di non averli raggiunti, gli obiettivi. Si scatena così l’effetto “chissenefrega” che ha come conseguenza la progressiva perdita di efficacia ed è di grave danno per la nostra motivazione. Tenere traccia di progressi e passi falsi ci aiuta invece a migliorare la nostra efficienza e ci spinge a “fare meglio del giorno prima”. Un po’ come il tennista che riguarda i tabellini degli incontri precedenti, prima di affrontare un nuovo match. E’ un’attività che serve a stimolare la natura competitiva che è in noi.

Il bilancio

Fare il bilancio periodico del nostro percorso verso il “mantra”. Questo è il quarto e non meno importante pilastro dell’efficacia. A seconda della durata del percorso che abbiamo strutturato verso il nostro obiettivo finale può essere fatto una o più volte l’anno. E’ un appuntamento importante perché permette di avere una visione completa sullo “stato dei lavori”, un po’ come quando si costruisce un edificio sulla base di un progetto e giunti ad un certo punto dei lavori se ne controlla lo stato d’avanzamento. Nel farlo dobbiamo essere precisi e sinceri con noi stessi, pena la perdita di efficacia come quando non teniamo traccia dei risultati raggiunti e di quelli invece ancora da conseguire.
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