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Taglio delle tasse e raddoppio del Pil: le linee guida del governo per il Recovery Fund

Una lettera firmata da Giuseppe Conte per accompagnare le linee guida del governo per il piano di ripresa e resilienza, ovvero l’elenco dei progetti che l’Italia “dovrà presentare alla Commissione Europea nei prossimi mesi” per avere accesso al Recovery Fund. Un testo per confermare la piena disponibilità a confrontarsi: “Se le Camere lo riterranno opportuno il governo è disponibile a riferire sulle linee essenziali del documento, sia nella sede decentrata sia nella sede plenaria dell’Assemblea”.

 Il documento è stato trasmesso ai presidenti del Senato e della Camera e all’interno Conte parla di “sfida complessa, che necessita il dispiegamento delle migliori energie e competenze del Paese”. E promette che “arà assicurato il pieno coinvolgimento delle Camere”, un intervento che arriva dopo le tante polemiche di giorni fa, quando alcuni gruppi parlamentari avevano lamentato di essere stati tagliati fuori dai processi decisionali.
Il documento, in tutto 72 pagine, è una versione estesa di quello approvato la settimana scorsa dal Ciae, il comitato per gli affari europei, una sorta di consiglio dei ministri allargato. Gli obiettivi generali restano il raddoppio del tasso di crescita del Pil, dallo 0,8% dell’ultimo decennio all’1,6%, e l’aumento di 10 punti percentuali del tasso di occupazione. Le macro aree di intervento restano sei, con quale ritocco: digitalizzazione e innovazione, voce alla quale si aggiunge anche la competitività del sistema produttivo. Poi rivoluzione verde, infrastrutture per la mobilità, equità sociale, salute. Resta anche istruzione e formazione, ma qui aggiungono ricerca e cultura.

Attenzione poi su equità sociale, di genere e territoriale. Per raggiungere l’obiettivo si parla di creazione di posti di lavoro e tutela del reddito, oltre a politiche attive anche a favore dell’occupazione giovanile, dal contrasto al lavoro sommerso all'”empowerment femminile” con percorsi di formazione, occupabilità e autoimprenditorialità a favore delle donne e con l’obiettivo di ridurre il gender pay gap. L’obiettivo è concentrare le risorse su pochi grandi progetti per evitare di disperdere le risorse, in modo da arginare la valanga di progetti (557 per oltre 677 miliardi di euro) arrivati da singoli ministeri. Confermate anche le riforme che dovrebbero accompagnare il piano, tutte da completare entro l’anno prossimo: fisco, giustizia, lavoro e pubblica amministrazione.

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