People

Il trucco con cui Steve Jobs identificava il “time to market” perfetto per le sue innovazioni

Per ideare una strategia integrata, un vero leader dovrebbe sempre iniziare chiedendosi: “In che mondo stiamo vivendo? Quali sono i principali trend attuali? Come posso allineare le attività della mia azienda per accertarmi che l’organizzazione di cui dispongo possa trarre il meglio da questi trend ed ammortizzare gli effetti negativi?

Al momento la nascita di macchine intelligenti e la crescita esponenziale della facilità con cui ci possiamo connettere all’interno di un sistema, è un fenomeno evidente. Nuove tecnologie sono introdotte di continuo, provocando la trasformazione della società e, con essa, il modo con cui lavoreremo nel futuro.

Abbiamo osservato che la connettività favorisce un approccio decentralizzato dell’innovazione, le macchine sono sempre più smart e generano conoscenza automatizzata, ma, di conseguenza, i manager hanno la necessità di diventare creativi ed empatici per comprendere il cambiamento.

Le aziende hanno la necessità di agire quando il tempo è ancora dalla loro parte e la strategia di Steve Jobs è un esempio lampante che conferma questa affermazione.

Leggi anche: Facebook: Steve Jobs aveva predetto le preoccupazioni sulla privacy 2018

Fu proprio lui a dire: “Le cose succedono lentamente. Puoi notare le ondate di tecnologia che di volta in volta si infrangono sulla nostra società, ma è importante capire quale onda cavalcare con la propria tavola da surf. Se prendi quella sbagliata, farai molta fatica e probabilmente finirai per cadere dopo pochi metri, ma se invece farai la scelta giusta, potrai divertirti e andare avanti fino a che non si esaurisce. E ci vuole molto tempo prima che succeda.”

Jobs si riferiva naturalmente al tempo che ha atteso per la banda larga, l’onda, che quando è arrivata,  ha fornito l’opportunità per lanciare l’iPod. Ci sono state molte altre aziende che, prima di Apple, hanno lanciato il loro player MP3, fallendo, però, miseramente. Prima degli anni 2000, condividere musica era virtualmente illegale e, con Napster, ci volevano comunque delle ore per scaricare un brano. Con la connettività lenta, anche gli hardware ben progettati e dal design accattivante, non avevano la performance adatta per scaricare la musica efficacemente. Per questo motivo Jobs ha pazientemente atteso che arrivasse la banda larga.

Allo stesso modo, si parla di intelligenza artificiale dai tempi del film “The Matrix”, ma oggi esistono framework che possono rendere fruibile questa tecnologia e un manager creativo può cavalcare l’onda per realizzare un prodotto, allineato con i trend attuali.

Chi ha tentato la strada dell’AI quando i tempi non erano ancora maturi, non perché non esistessero le conoscenze per creare algoritmi efficaci, ma perché non esistevano piattaforme di lavoro adeguate a cui appoggiarsi, si è imbattuto in costi di sviluppo proibitivi che hanno vanificato gli sforzi, nonostante la bontà delle idee.

Sembra banale, ma è fondamentale separare il rumore dal segnale che annuncia i presupposti per innovare. Ascoltare i segnali richiede pazienza e disciplina. Vedere un’opportunità non significa necessariamente essere il “first mover” ma avere il coraggio e la determinazione di capire che l’innovazione è alla portata perché sussistono le condizioni e le tecnologie per crearla.

Da una parte è necessario avere la pazienza di aspettare ma dall’altra è importante avere la determinazione di agire quando è il momento. Qualità che non è mai mancata a Steve Jobs e ai più noti innovatori di questo secolo. Un’abilità o una mentalità strategica che potremmo definire paradossale, sia a livello individuale che organizzativo, e che rappresenta alla perfezione il concetto di “leader”.

Leggi anche: Leadership, 5 consigli dalla carriera di Steve Jobs