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Toninelli sempre più giù: sconfitto anche nella corsa al ruolo di capogruppo M5S

Una discesa senza fine quella di Danilo Toninelli. Chiamato ironicamente “il ministro delle gaffe” dalle opposizioni, per le tante figure barbine che gli venivano imputate, poi non riconfermato al momento della nascita del Conte Bis. Ora, un nuovo colpo per l’ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, che è stato sconfitto al secondo turno di votazioni per l’elezione del nuovo capogruppo pentastellato al Senato.

Con 47 voti, solo tre in più rispetto a Toninelli, è stato eletto al ballottaggio il senatore Gianluca Perilli, che era già stato vicecapogruppo. Perilli, vicino alla cerchia ortodossa del Movimento, ma stimato anche dai governisti, si è guadagnato un ruolo di primo piano all’interno del Movimento. Toninelli invece, non è riuscito a portare a casa il risultato. La sua candidatura, secondo alcune fonti interne ai pentastellati, sarebbe stata giudicata inappropriata da molti colleghi viste le sue vicissitudini durante il primo governo Conte.
Toninelli fin da subito era stato tra i ministri più discussi del suo esecutivo, avverso tra l’altro a Matteo Salvini soprattutto per le sue posizione contrarie alla Tav Torino-Lione. Quando il secondo governo Conte non lo ha riconfermato, sostituendolo con la dem Paola De Micheli, Toninelli è tornato a fare il senatore rivendicando il lavoro fatto al Mit. “Ho donato tutto me stesso, a volte anche sbagliando, come può capitare, ma comunque nella convinzione di aver agito per l’esclusivo interesse dei cittadini” ha scritto l’ex ministro in un lungo post su Facebook, all’indomani della nascita del Conte bis.

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