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Trieste: manifestazioni vietate fino al 31 dicembre in piazza Unità

Sindaco e prefetto di Trieste decidono di adottare la linea dura contro i manifestanti No green pass. Nei giorni scorsi si è registrato un aumento dei casi di Covid in città. In molti hanno collegato l’esplosione di questo focolaio alle innumerevoli manifestazioni di piazza organizzate da chi protesta contro l’adozione del certificato verde. Proteste che, prima di allargarsi a macchia d’olio, hanno avuto come detonatore i portuali triestini guidati da Stefano Puzzer. Ora, il sindaco Roberto Dipiazza chiede di adottare l’obbligo di mascherine e bolla i non vaccinati come “disertori”. Ancora più duro il prefetto Valerio Valenti che parla della necessità di “comprimere” la libertà di manifestare. Pronto un provvedimento per vietare le manifestazioni in piazza Unità d’Italia.

No green pass protestano a Trieste

“Chi violerà questo divieto sarà punito con ammende molto importanti. E chiederò che sia messo l’obbligo di mascherine anche all’aperto. Non si possono più tollerare le cose che abbiamo visto in questi giorni a Trieste, e non le tollererò”, dichiara Roberto Dipiazza, sindaco di centrodestra appena rieletto alla guida della città.

“Spingeremo perché sia stabilito che il peso di eventuali nuove restrizioni gravi solo su coloro che non sono vaccinati, perché sono dei disertori. – minaccia il primo cittadino – Se questa è una guerra, in una guerra c’è chi ha paura, non combatte, viene messo al muro e fucilato. Qui non fuciliamo nessuno. Ma il peso di eventuali nuove restrizioni deve gravare esclusivamente su questi disertori, che mettono a rischio la salute di tutti. La pazienza è finita”.

Il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, parla invece di necessità di “comprimere” la libertà di manifestare. Il funzionario annuncia che sta per firmare un provvedimento con cui in piazza Unità d’Italia, da sempre considerata a disposizione di tutti, sarà compresso momentaneamente il diritto a manifestare. Non potrà essere teatro di ulteriori manifestazioni fino al 31 dicembre”. Il prefetto aggiunge anche che “nel bilanciamento degli interessi per me prevale il diritto alla salute sul diritto a manifestare. Occorre individuare, e lo faremo in una riunione del Comitato di sicurezza pubblica che si terrà oggi, forme che non reprimano questo diritto ma lo comprimano alla luce delle evidenze scientifiche”.

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